PATRIZIO ANDREUCCETTI – UN PO’ DI ANALISI DEL VOTO

✅NAZIONALE
Secondo le previsioni lo scontro per le Regioni doveva vedere una vittoria del centrodestra per 4 a 2 o, addirittura, per 4 a 1. Invece il finale è un 3 a 3 che vede come principale sconfitto Salvini, perdente con la sua candidata in Toscana e irrilevante di fronte alla debordante vittoria di Zaia in Veneto, che ora ne insidia la leadership nazionale. La Meloni ne esce leggermente rafforzata nei rapporti interni con la vittoria del suo uomo nelle Marche, ma per sfondare avrebbe dovuto vincere in Puglia. Ad uscire molto male dalla competizione è anche Renzi, per nulla decisivo in Toscana, irrilevante in Puglia e in generale su percentuali molto basse. Rafforzato ne esce il governo, ed in particolare Zingaretti e Di Maio. Il primo ha piazzato un 3 a 3 difficilmente preventivabile, con un PD su ottime percentuali, e nell’appoggiare apertamente il SI al referendum può ora giocarsi nuove carte per imprimere al governo il suo punto di vista. Il secondo, pur avendo vissuto una debacle clamorosa alle Regionali (5S bassissimi ovunque, penalizzati ulteriormente anche dal voto utile) incassa la vittoria simbolo del referendum. Berlusconi è ormai, da tempo, fuori dai giochi, la sinistra alternativa al PD è sempre più frammentata e con sempre meno voti, l’unico che, nemmeno troppo sotto i baffi può gioire, è Luca Zaia, ormai assurto al rango di personaggio nazionale.
✅REGIONALE
Per la prima volta la Toscana sembrava contendibile, così è stato nella percezione fino all’ultimo, e certamente lo è stato ben più di cinque anni fa, quando il PD renziano volava da solo oltre il 40%. Il risultato finale però, al di là della percezione, ci offre un quadro complessivo simile a quello del 2000, quando Martini vinse di 8 punti sul centrodestra. Quindi, è vero che stavolta era tutto più contendibile, ma il risultato concreto è un qualcosa che già si era visto. Giani ha stravinto a Firenze, casa sua, ed in quelle province che già lo scorso anno alle europee avevano ottenuto ottimi risultati. Diverso è il discorso per altri territori, dove il centrosinistra vede delinearsi una situazione con voto di opinione simil nazionale, ovvero con un centrodestra avanti e consolidato in linea con il voto delle europee; territori nei quali ci sarà da lavorare e dei cui risultati non bisogna affatto sottovalutare la portata.
La Regione è di fatto governata da un monocolore PD, con Italia Viva non decisiva.
✅PROVINCIALE
La provincia di Lucca si dimostra, come spesso accade, in linea con le tendenze nazionali. Che da noi avrebbe vinto la Ceccardi era, a mio modo di vedere, abbastanza scontato. Tale tendenza generale, di voto di opinione, non si traduce quasi mai in consenso locale agli esponenti comunali del centrodestra, i quali puntualmente perdono le loro sfide amministrative. E’ successo questa volta con Del Ghingaro e Remaschi, è accaduto lo scorso anno con me, Bonfanti, Menesini, Tagliasacchi etc. Mentre alle comunali ormai ovunque si votano persone e qualità amministrative, per le altre elezioni prevale un senso di appartenenza politica più generale, difficilmente spostabile dall’azione degli amministratori, anche se questi si schierano apertamente per il proprio campo di riferimento. L’azione degli amministratori si vede però sulle preferenze espresse, ben riconoscibili dove vi è stato un impegno dichiarato e riuscito, fondamentale per far eleggere i consiglieri regionali ma non bastante per invertire un trend di opinione generale. Detto ciò il centrosinistra provinciale non può rinunciare all’impegno per invertire la generale tendenza, anzi, è chiamato ad un impegno maggiore. Ma qua il lavoro sarà duro e di prospettiva.
✅COMUNALE
Borgo a Mozzano dal 2008 ad oggi (non vado indietro perché sarebbe troppo lunga) ha sempre dimostrato di essere in linea con le tendenze nazionali. Berlusconi vinse bene contro Veltroni; Rossi vinse nel 2010 in concomitanza con il primo calo di popolarità del governo di Berlusconi; alle politiche 2013 ci fu sostanziale pareggio tra Bersani, Berlusconi e Grillo; nel 2014 stravinse Renzi alle europee così come alle regionali 2015; nel 2018 i cinque stelle furono primo partito; nel 2019 stravinse la Lega come in Italia; quest’anno vince bene il centrodestra con la Lega in calo a favore di Fratelli d’Italia, così come riporta il trend nazionale. Anche da noi come in tutti i comuni sopra i 5000 abitanti (tranne Castelnuovo, ma lì la differenza l’ha fatta Mario Puppa) l’impegno a sostegno dei candidati locali, pur significativo, poco ha potuto di fronte al voto di opinione generale. Chi pensa di fare sovrapposizioni tra voto per le regionali e il consenso dell’amministrazione, viene facilmente rispedito al mittente con due dati chiari: lo scorso anno abbiamo stravinto le comunali nel bel mezzo di una stravittoria del centrodestra alle europee; l’impegno e la forza degli esponenti locali si vede nelle preferenze ai candidati sostenuti. Mario Puppa e Valentina Mercanti, candidati da me sostenuti, sono risultati il primo e la seconda più votati in assoluto tra tutti i partiti. Direi che questo basta a chiudere ogni discorso.
Detto quanto sopra, diventa comunque fondamentale che tutto il centrosinistra si applichi per essere sempre più inclusivo ed aperto, avendo sempre di più la forza di esser incisivo anche sulle tendenze generali.

 

Share