Riflettevo sul periodo che stiamo attraversando (si, non fermo la testa nemmeno durante le vacanze, anche perché, almeno per ora, non ce l’ho il Ghostwriter 😉). Negare le difficoltà sarebbe un errore, anche perché ci sono e vanno affrontate, ma sarebbe altrettanto sbagliato farci coinvolgere da una spirale di negatività. Dobbiamo essere realisti, concreti, ma anche un po’ sognatori.

In Valle del Serchio abbiamo uno straordinario vantaggio competitivo: la nostra terra è talmente bella e accogliente che a chiunque la visiti lascia un ricordo indelebile. Il turismo del bello e del buono, del piccolo e del tipico, deve essere il faro principale per la ripartenza della nostra economia. Dal Bargiglio al Ponte del Diavolo, passando per la Linea Gotica fino al Ponte delle Catene, visitando le terme, le Ville, giungendo fino all’Orrido di Botri, le mura di Barga, Casa Pascoli, le fortezze e le mura cittadine di Castelnuovo, il Borgo di Coreglia, il lago di Gramolazzo, Isola Santa, le Apuane, e potrei continuare senza annoiarvi… chi è che può vantare un patrimonio storico artistico così ricco? In pochi, se poi aggiungiamo la bellezza paesaggistica, che da atmosfere medievali ci porta al romanticismo ottocentesco, passando per il Rinascimento, chi può dire di avere più di noi? Quasi nessuno.

Per la prima volta nella nostra storia, attraverso un ambito turistico unico, stiamo costruendo una politica unitaria del turismo, con l’obiettivo di compiere tutti insieme un definitivo salto di qualità. Tra i tanti aspetti che questa progettualità comporta, ce n’è uno su cui voglio soffermarmi, forse quello più legato anche al momento. Ci fate caso che in questo periodo abbiamo riscoperto l’importanza del negozio di alimentari sotto casa, del Circolo di paese, del negozio di prossimità? Ecco, questa riscoperta dobbiamo saperla legare alle nostre abitudini ed a quelle dei turisti, nella logica di un circolo virtuoso che riporti le nostre comunità ad essere popolate e fonte di lavoro, soprattutto per i giovani.
Se andiamo un po’ meno al supermercato o meno nei grandi centri di distribuzione, non finisce il mondo.

Turismo, bellezze storico-artistiche e del paesaggio, agricoltura con la valorizzazione dei prodotti tipici, riscoperta continuativa delle nostre comunità, dovranno essere, a mio modo di vedere, i volano per il futuro della Valle del Serchio.
La strada è quella giusta, dobbiamo continuare a crederci con continuità.

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