Buongiorno amici, stamattina scrivo qualche parola per dialogare con i “complottisti”.
C’è chi pensa che chi esorta a rispettare le regole non si faccia domande. C’è chi pensa che chi si batte per la pubblica salute non abbia spirito critico per vedere che cosa è stato sbagliato nella gestione della pandemia. C’è chi pensa che chi si batte per risolvere i problemi immediati non si chieda del perché il Covid esiste. Vorrei rassicurare queste persone: non è come credete, anzi.
Personalmente mi interrogo giornalmente sulla complessità delle situazioni, faccio collegamenti che provano ad essere logici, metto insieme una pluralità di informazioni. Certo non prendo come oro colato le teorie complottiste basate sul nulla o solo su congetture. È però questione di evidenza e di priorità.
Prima, o almeno contestualmente al pensiero complessivo, dobbiamo salvare le vite umane, decongestionare gli ospedali, lavorare per tornare alla normalità, impegnarci per l’economia, per ritrovare la scuola, la socialità. E vi assicuro che se tutti noi pensassimo solo a Bill Gates, a che il virus non esiste, ai complotti contro Trump, da questa situazione reale non ne usciremmo mai.
Ora la priorità non è elucubrare, che è un’azione sempre legittima, per carità, e spesso utile alla mente, quello che conta è impegnarci ognuno per superare questo momento che nessuno avrebbe mai voluto vivere.
Una mente aperta, una mente che non si fa ingannare, ragiona in autonomia, ma mai perde di vista il reale che ha sotto gli occhi. Posso pensare che il virus sia un complotto cinese, ma non posso negare che nel mio comune muoiono persone, altre vengono ricoverate, altre ancora stanno male a casa, che anche i nostri ospedali rischiano di non farcela più. Non posso negare che i negozi sono costretti a chiudere, che la scuola e la società ne risentono gravemente.
Da qui si parte, dalla lotta al virus con ogni mezzo, che è anche l’unico modo per riprenderci a pieno le libertà democratiche.

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