Siccome da sempre sono in prima linea per la parità di genere, con le parole e con i fatti, mi permetto, senza alcun timore, di regalare mimose alle donne per l’8 marzo.
Lo faccio non per compensare, ma per ringraziare, e perché da quando, da piccolo, salii su una mimosa alta ed esile, con mia nonna sotto che mi pregava di scendere, delle mimose mi sono innamorato. Così, anche quest’anno, ho portato una mimosa ad ogni donna che lavora in Comune.
Spesso ci sentiamo chiedere: ha ancora senso la festa della donna? Ne avrà fino a che ci saranno uomini che non sanno accettarvi per come siete, uomini che per la loro piccolezza usano su di voi violenza fisica o verbale, uomini deboli e tristi che non accettano i vostri sorrisi e la vostra forza nell’affrontare la vita.
Vivo questo come un giorno per ringraziare, che è sempre una cosa bella. Ringrazio Bianca, che ogni giorno sa sorprendere, amare, destare meraviglia. Ringrazio mia mamma per l’amore incondizionato che mi da, le mie sorelle Laura e Vittoria, che sanno bene che niente e nessuno potrà mai dividerci, mia nipote Rebby. Ringrazio le mie nonne, che ci guardano dall’alto.
Auguri a tutte le donne del Comune e del mondo

 

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