PATRIZIO ANDREUCCETTI – quasi sempre questione di stile.

Se una consigliera comunale è stata insultata in un commento su fb, e se un componente dell’amministrazione ha messo un like a tale commento, è giusto togliere il like e chiedere scusa, come subito è stato fatto. Si, perché il gruppo di persone che collabora con me è fatto così: sa riconoscere se sbaglia e sa anche chiedere scusa. Scusarsi quando si commette un errore o una leggerezza è, spesso, da persone intelligenti. Non scusarsi mai anche quando si sbaglia palesemente, lo dico in generale, non è da ganzi, ma da persone con poca dignità e poca onestà intellettuale.
Premesso quanto sopra, ora chiederò formalmente alla stampa di avere ogni giorno un articolo per le volte che sono stato insultato io, in cui gratuitamente mi è stato dato del mafioso, del disonesto, e altri simili epiteti, da persone vicine alla minoranza, dalle quali la minoranza non ha mai preso le distanze e per le quali in sei anni e mezzo non ho mai ricevuto delle scuse.
Probabilmente avrebbero un articolo al giorno per i prossimi tre anni.
La differenza è tutta qui. Noi abbiamo uno stile che ci contraddistingue: che è fatto di presenza costante sul territorio, di azioni concrete, di progetti per il futuro, di empatia con la gente, di azioni costruttive, di passione condivisa, di bellezza inclusiva. Non ci interessa la caciara, rispettiamo le persone e la loro dignità.
Se sbagliamo sappiamo chiedere scusa, altrove questo non succede e non è mai successo. A noi non interessa la confusione improduttiva, ci interessano le proposte per il territorio. Da più di sei anni facciamo così, con evidente consenso della gente, e su questa strada intendiamo proseguire.
Per ogni volta che avrei dovuto ricevere delle scuse, la mia risposta sarà sempre una nuova idea, una nuova energia messa a disposizione della comunità.

 

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