Lo dico subito a scanso di equivoci: al divieto di asporto per i bar dopo le 18 non sono d’accordo.
Il periodo che stiamo vivendo è, lo sappiamo tutti ed a più livelli, difficile per la salute, l’economia, la socialità.
Per tutelare la salute, tutti indistintamente, stiamo facendo sacrifici. La nostra gente, e la nostra sanità regionale (che dopo aver aggiustato il tiro sui tracciamenti si è dimostrata per quel che è sempre stata, ovvero una delle migliori in Italia), hanno portato la Toscana in zona gialla: con le regole valide fino ad ora per tutti è giusto, a mio modo di vedere, poter proseguire il cammino collettivo che sappia coniugare ulteriori miglioramenti per la salute con una ripresa economica e sociale. Anche al netto del caso di Lucca (che comunque non ha riguardato i locali in sé), perciò, ritengo sbagliato privare i bar dell’opportunità dell’asporto.
Se il motivo di un simile, eventuale, provvedimento è quello di intervenire sugli assembramenti nelle grandi città, allora che si differenzi, una buona volta, tra Comuni montani e non.
Per pochi esempi negativi non è giusto che a pagare siano la stragrande maggioranza dei bar che lavorano in sicurezza e fanno rispettare le regole.

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