È da quando respiro di associazioni e politica che cito spesso, tra gli altri, Martin Luther King, De Gasperi e Giovanni Paolo II.

Oggi vengo a sapere che Salvini mi ha copiato , citando non solo tutti e tre ma persino la stessa citazione di De Gasperi (“un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”).

Il fatto è che nessuno di questi tre ha a che fare con Salvini. Il primo era un pastore che si batteva per la causa dei neri in America e nel mondo; il secondo il primo statista italiano a credere nell’Europa dei popoli; il terzo un predicatore del cattolicesimo universale (l’antitesi di “Prima gli italiani”)

Ma allora perché il leghista li cita? Perché in un mondo post ideologico, di modernità liquida e cultura liquefatta, vale tutto e il contrario di tutto. E’ strategia comunicativa che strizza l’occhio a tutti, cercando di far sentire a casa anche chi altrimenti si sentirebbe escluso.


Nel frattempo però, quei tre si rivoltano nella tomba.

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