Parcheggi San Luca, la strigliata del difensore civico

 

AREA di sosta per i dipendenti dell’ospedale San Luca a Lucca, scende in campo anche il difensore civico della Regione che chiede chiarimenti ad Asl, Regione e Comune sulla vicenda. Il difensore Sandro Vannini prende spunto dalla denuncia presentata al suo ufficio dai referenti della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil che avevano messo in luce una situazione critica: code anche di 20 minuti per accedere all’area di sosta al cambio di turno perché questa sarebbe sottodimensionata rispetto alle reali esigenze dell’ospedale e anche nel confronto con le altre realtà sanitarie regionali. Sul punto saranno tutti gli enti coinvolti, dal Comune alla Regione passando per l’Usl Toscana Nord Ovest, a dover dare risposte esaurienti ma ci sono alcuni dettagli sui quali il difensore civico non sembra essere disposto a transigere: “Mentre infatti normalmente i dipendenti sono incoraggiati ad utilizzare i mezzi pubblici per gli spostamenti, il caso dei dipendenti di un ospedale è particolare in quanto il personale sanitario spesso termina o inizia il turno in orari non concomitanti con quelli in cui tali servizi sono disponibili ed è inoltre talvolta soggetto a chiamate in reperibilità in cui i tempi di trasferimento sono fondamentali anche per la salute degli utenti (peraltro il Presidio di Lucca è organizzato per intensità di cure, per cui non sempre sono presenti tutte le specialistiche in reparto) e non possono certo essere aggiunti ai tempi di trasferimento in reperibilità i tempi di ricerca del parcheggio.

Non a caso, considerati i riflessi sull’utenza che il ritardo o il disagio degli operatori può comportare la pratica è stata affidata al funzionario che segue le problematiche sanitarie degli utenti e non a quello che segue le problematiche legate ai diritti dei lavoratori. Mi riservo di approfondire con nota a parte diretta all’Amministrazione Comunale le problematiche di carattere urbanistico e di pianificazione cui fa riferimento la nota delle Rappresentanze sindacali, che prego di volerci trasmettere copia delle comunicazioni rimaste inevase”. Altro aspetto riguarda il personale femminile: “Inoltre dal momento che giustamente la nota evidenzia come siano le lavoratrici donne più a rischio nei trasferimenti a piedi nelle ore notturne investo del problema anche la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità. Ritengo opportuno coinvolgere anche il Centro Regionale per il Rischio Clinico, in quanto il disagio lavorativo fonte di stress può rendere più facile che si verifichino errori e perché il ritardo legato all’impossibilità di trovare parcheggio, o alla necessità di parcheggiare a distanza, può avrere pericolosi riflessi in caso di chiamata di operatori in reperibilità per interventi urgenti”.

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