“Tiziano Pandolfo, a seguito delle notizie di stampa apparse mercoledì 17 Giugno sul Tirreno, intende precisare che dimostrerà la propria totale estraneità ai fatti contestati nelle opportune sedi, certo che già nel procedimento penale o, in ogni caso, nel processo emergeranno i fatti nella loro verità storica e la liceità del rapporto intercorso con l’imputato principale del processo, a cui il sottoscritto – in forza di un rapporto di buona conoscenza di lunga data – si era limitato a chiedere un interessamento per controllare lo stato di propri procedimenti amministrativi inerenti i porti d’armi personale e sportivo. E ciò tanto è vero che il sottoscritto è ricorso agli ordinari rimedi di tutela amministrativi.

Nell’esprimere la propria immutata fiducia nella magistratura requirente e giudicante, in ogni caso, stante il risalto dato alla notizia nell’articolo di stampa e nella locandina, evidenzia che non ha mai promesso né dato denaro o alcunché come asserita contropartita del suo interessamento, come gli viene contestato, e come enfatizzato sulla stampa, ma che si è limitato a rispondere a una persona amica che gli chiedeva una cortesia. L’unica colpa se di colpa si può parlare è stata quella di rispondere alla telefonata di un conoscente”.

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