OTTENUTO IL RICONOSCIMENTO LE Tre “Chiocciole” da Slow Food  PER TRE CANTINE LUCCHESI

 

LUCCA/GARFAGNANA –  I vini di Fabbrica di San Martino (Lucca), Podere Còncori (Gallicano) e Tenuta di Valgiano (Capannori) sono tra i migliori d’Italia: secondo Slow Food Italia, le 3 cantine della lucchesia meritano la “Chiocciola”, insieme ad altre 190 in tutto il Paese.images-1
Questo riconoscimento -attribuito nella guida “Slow Wine 2017”, che verrà presentata a Montecatini Terme il prossimo 15 ottobre- “guarda al lavoro in vigna e in cantina, e premia chi ha rispetto per il territorio, chi valorizza e conserva le qualità agronomiche dei propri terreni” spiega Beppe Ferrua della Fabbrica di San Martino, che per la prima volta ottiene la “Chiocciola”. Ferrua è vice-presidente della Rete LuccaBiodinamica, nato il 20 luglio 2016 al termine di un percorso di condizioni e riflessione avviato nel 2013 e che coinvolge  tredici aziende agricole della Provincia di Lucca – e attive nei Comuni di Camaiore, Capannori, Careggine, Gallicano e Lucca -.

“Da quest’anno, ‘Slow Wine’ premia con la ‘Chiocciola’ solo aziende che non diserbano chimicamente: guardando all’elenco delle 193 cantine d’eccellenza di tutta Italia, vediamo che la maggior parte lavorano con le certificazioni biologica e biodinamica -racconta Ferrua-: sappiamo bene che quest’ultimo è il metodo agricolo che permette al meglio di far esprimere appieno il territorio, le varietà”.

Fabbrica di San Martino è in regime di agricoltura biodinamica dal 2002, insieme a Podere Còncori e Tenuto di Valgiano. “Nel corso degli anni insieme a Saverio Petrilli di Valgiano e Gabriele Da Prato di Còncori siamo andati avanti con il nostro lavoro, e tutte le aziende vicine che ci hanno visitato sono poi passati alla biodinamica. Questo fa sì che oggi Lucca sia  il distretto più grande d’Italia” spiega Ferrua, secondo qui questo metodo agricolo sta imponendo una rivisitazione nel linguaggio del vino, che non è più solo quello da degustazione al quale siamo stati abituati. “I vini non parlano più secondo standard, ma parlano di luce, di calore, di suolo, di minerali. I nostri vini sono tutti molto legati al territorio, ed anche alla sua cultura gastronomica: nascono nella storia per essere legati a certi cibi; uvaggi e metodi di vinificazione sono stati affinati per far esprimere al meglio queste uve. Ogni bottiglia è un racconto immenso, che contiene un’eredità di conoscenza che LuccaBiodinamica punta a valorizzare”.

Alla Fabbrica di San Martino di San Martino in Vignale non si produce solo vino, ma anche olio e miele. Nell’azienda agricola ci sono anche animali, che rappresentano un generatore di fertilità. Anche la rete LuccaBiodinamica non è solo vino, perché riunisce aziende attive nella produzione di vino, olio, ortaggi, miele e nella trasformazione di prodotti dell’orto e del sottobosco.

Informazioni sulla Rete LuccaBiodinamica

Le aziende agricole che hanno dato vita alla Rete LuccaBiodinamica sono: Fattoria Colleverde, Fabbrica di San Martino, Al Podere di Rosa, Calafata (società cooperativa agricola sociale), Macea, Tenuta Lenzini, Podere Còncori, Tenuta di Valgiano, Agricola Nico, Valle del Sole, Fattoria Sardi Giustiniani, Tenuta Mareli e Maestà della Formica.

Sono la maggioranza (7 su 13) quelle condotte da under 40. Il presidente della Rete è Saverio Petrilli, mentre i due vice-presidenti sono Giuseppe Ferrua e Gabriele Da Prato.

LuccaBiodinamica sarà anche un marchio, appannaggio dei soggetti della Rete, che per Statuto devono essere necessariamente aziende certificate biologiche (o in conversione). Tra gli obiettivi, fondamentali per aziende di piccole dimensioni e multi-funzionali, c’è anche “l’acquisto di attrezzature comuni funzionali agli obiettivi della Rete”.
Lo Statuto di LuccaBiodinamica introduce anche elementi di certificazione partecipata. Ogni anno, infatti, i soci s’impegnano a verificare la qualità del lavoro all’interno delle aziende associate alla Rete, tramite visite che verranno effettuate “da altro/i agricoltore dell’associazione già esperto per controllare la struttura dei terreni, l’aspetto della vegetazione, la qualità e conservazione dei preparati e le modalità di distribuzione, e le condizioni

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