OSSIBUCHI DI MI MA’

Quando mio padre negli anni ’60 portò per la prima volta gli ossibuchi a casa mia mamma non sapeva proprio da dove cominciare a cucinarli, mio padre gli disse all’incirca quello che aveva sentito dire e forse fece un pò di confusione con la Gremolada (che nell’ossobuco alla milanese è il massimo) e la cucinò così da come si legge nel suo quaderno di cucina.
Dare un colpetto di coltello sull’esterno degli ossibuchi per evitare che si ritirino su se stessi, infarinarli e farli rosolare nel burro, bagnarli col vino sale e pepe e continuare la cottura molto lenta e coperta col brodo e mezzo cucchiaio di conserva.

A tre quarti di cottura ho aggiunto una manciatina di prezzemolo e un punta di aglio finemente tritati e una grattugiata di noce moscata, una buccina grattugiata di limone. La cottura è lunga….minimo un’ora e mezzo.
Ma gli ultimi tempi preferiva rosolare aglio prezzemolo tritati in burro e ci metteva gli ossibuchi, poi una punta di conserva, poi il brodo.
FONTE EZIO LUCCHESI

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