Osservazione del PD Seravezza e del Gruppo consiliare Creare Futuro di Seravezza, contro il recepimento e la previsione di  una nuova area estrattiva in località “Ceragiola” nel Piano Strutturale e nel Piano Operativo adottati nella seduta consiliare del 13  dicembre 2021 del Comune di Pietrasanta. 

Come già anticipato ai mezzi di informazione e in sede di discussione al Consiglio comunale di Seravezza, il Partito  Democratico di Seravezza e il Gruppo consiliare “Creare Futuro” hanno predisposto una osservazione al Piano  Strutturale (PS) e al Piano Operativo di Pietrasanta (PO), adottati dal Consiglio comunale di Pietrasanta nella seduta del  13 dicembre 2021 con delibere numero 77 e 78.

L’osservazione è rivolta contro il recepimento e la previsione di una nuova area estrattiva in località “Ceragiola”  ed è stata approvata unanimemente nei giorni scorsi dal Direttivo comunale del Partito Democratico di Seravezza  e dall’Assemblea di Creare Futuro.

Rilevato che il Piano Regionale Cave (PRC) qualifica il sito in questione non come “Giacimento” ma soltanto come  “Giacimento potenziale”, si evince che tale classificazione non ha alcun effetto prescrittivo per l’Amministrazione  Comunale di Pietrasanta.

Infatti i siti di “Giacenza potenziale”, necessitano di una preventiva valutazione sulle effettive caratteristiche e  potenzialità del sito e di un attento, quanto puntuale e circostanziato, approfondimento analitico e conoscitivo da  sviluppare a livello della pianificazione locale.

Inoltre il Comune che voglia classificare una tale area come nuova attività estrattiva deve preliminarmente verificare  la conformità e la coerenza del sito e della nuova previsione al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di  Piano Paesaggistico (PP), e al Piano Regionale Sviluppo (PRS), cosa che invece non è stata fatta a che, a nostro giudizio,

rappresenta un primo motivo di inadeguatezza della previsione inserita negli strumenti urbanistici di Pietrasanta. Lo stesso Piano Regionale Cave analizzando il sito di Ceragiola mette in evidenza alcuni specifici fattori di  vulnerabilità che devono essere opportunamente considerati, indagati e verificati ai fini del recepimento del  “giacimento potenziale” di Ceragiola nel Piano Strutturale e quindi della possibile definizione nel Piano Operativo di  una “nuova area a destinazione estrattiva”. 

In particolare risultano carenti od eluse:

  • le analisi degli elementi costituenti i “criteri condizionanti a forte carattere escludente” connessi con la ripresa  dell’attività estrattiva segnalati dal PRC, ovvero le analisi, condotte a scala adeguata e non limitate al solo  territorio del Comune di Pietrasanta, del sistema insediativo e delle aree urbane potenzialmente interessate  dalla previsione: Castello nel Comune di Pietrasanta e, soprattutto, gli abitati di Corvaia, CeragiolaUccelliera e Ripa nel Comune di Seravezza;
  • la conseguente analisi sugli effetti sulle attività economiche e sulla qualità della vita e di relazione nelle  frazioni interessate);
  • l’analisi del sistema della mobilità e degli effetti determinati dall’aggravio del traffico (pesante in relazione  alla tipologia di attività), e di capacità di carico della rete infrastrutturale esistente.
  • l’analisi e la contestualizzazione a livello locale dell’acquifero sotterraneo potenzialmente interessato  (mediante rilievo per tracciamento o comunque per indagine di campagna) e delle sue connessioni con il  reticolo superficiale (studiato solo in termini di regesto dei dati esistenti e senza verifiche delle potenziali  interconnessioni con la falda sotterranea), comprensivo della verifica di presenza di cavità ed altre  componenti carsiche (in considerazione che si intende escavare esclusivamente in galleria);
  • l’analisi e la verifica dei potenziali “effetti di natura cumulativa” con tutte le attività già attive e con il

traffico già presente. Pertanto sia il recepimento del giacimento nel PS, come pure la previsione di nuova  area estrattiva del PO, risultano conseguentemente prive delle adeguate valutazioni e delle verifiche di  compatibilità, fattibilità e sostenibilità richieste sia dalla legislazione che dalla pianificazione e  regolamentazione regionale in materia di cave.

La nostra Osservazione rivela anche che gli strumenti urbanistici adottati da Pietrasanta risultano privi di espliciti  riferimenti alla valutazione degli effetti ambientali, paesaggistici e territoriali determinati dalla definizione del giacimento e  dalla previsione di nuova area estrattiva, proponendo una evasiva e generica (in quanto riferita a soli richiami di  natura normativa e legislativa) disamina delle indicazioni circa le modalità di adeguamento degli strumenti  urbanistici comunali al Piano Regionale Cave.

In buona sostanza è accertata l’impossibilità di verificare, nel concreto e all’adeguata scala, gli effetti e gli impatti  che tali previsioni potranno determinare a livello territoriale e locale.

La lettura della stessa “Scheda – Norma” aggiunge, peraltro, ulteriori elementi di preoccupazione circa l’elusione delle  necessarie verifiche di compatibilità e fattibilità, con specifico riferimento alla pericolosità e al rischio  geomorfologico e sismico (se si considera in particolare che la previsione di attività estrattiva è da svolgersi  tassativamente in sotterraneo), in considerazione che le aree interessate risultano classificate dal Piano Strutturale:

– in pericolosità geologica G4 – G3 (tavola G.10 delle indagini geologico – tecniche), – in pericolosità sismica S4 – S3 (tavola G.11 delle indagini geologico – tecniche),

– in vulnerabilità dell’acquifero “elevata” (tavola G.12 delle indagini geologico – tecniche). Si evidenzia ancora come gli elaborati grafici del Quadro Conoscitivo e di quello Progettuale del Piano Operativo adottato,  non indichino né segnalino alcuna modalità per accedere al sito estrattivo.

L’ultimo fattore di opposizione alla scelta del Comune di Pietrasanta è lo sgarbo istituzionale e l’omissione di un  passaggio obbligatorio che questo Comune ha commesso nei confronti del Comune di Seravezza considerato che non è stato convocato alla “Conferenza di copianificazione” a suo tempo indetta dal Comune di Pietrasanta mentre  avrebbe dovuto essere formalmente invitato in quanto comune “… interessato da effetti territoriali sovracomunali derivanti  dalle previsioni” dei piani di Pietrasanta.

Tutto ciò è in palese contrasto con il dettato normativo.

Occorre in questo quadro anche evidenziare che, ai margini della ricordata “Conferenza di copianificazione”, il Comune  di Seravezza, sentito sulla proposta, aveva formalmente risposto via Pec con una “Nota” del 19 novembre 2020  nella quale esprimeva un “parere tecnico negativo” alla previsione in ragione dei rilevanti impatti sulla viabilità e  sugli insediamenti esistenti interessati.

Per le argomentazioni sommariamente sopra esposte, per le criticità e carenze evidenziate, e per i profili di  illegittimità degli atti adottati dal Comune di Pietrasanta, anche di natura procedimentale in relazione alla  Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e alla sopra ricordata “Conferenza di copianificazione” (che potrebbero  quindi inficiare la validità degli interi atti di governo del territorio adottati), abbiamo richiesto lo stralcio sia del  recepimento del “giacimento di Ceragiola” nel Piano Strutturale sia della previsione di “nuova area  estrattiva” nel Piano Operativo, adottati dal Comune di Pietrasanta.

A questo proposito va ricordato che il Gruppo consiliare “Creare Futuro” aveva presentato al Consiglio comunale  di Seravezza del 9 febbraio scorso una mozione che impegnava “il Sindaco e la Giunta Municipale ad opporsi  presso la Regione Toscana e tutti gli enti interessati contro la decisione del Comune di Pietrasanta, ad informare  tempestivamente tutta la cittadinanza e in particolare i residenti di Corvaia e Ceragiola sulle azioni intraprese e sugli  esiti delle proprie iniziative per impedire la riapertura della ex cava, ed infine ad adoperarsi con il Comune di  Pietrasanta affinché esso retroceda dalla sua decisione e si impegni a bloccare questo progetto e a rispettare e  tutelare i cittadini di Corvaia e di tutta la comunità di Seravezza e Pietrasanta”.

Tale mozione è stata bocciata dalla maggioranza.

Ci siamo in questo modo sostituiti nella tutela degli interessi dei cittadini di Seravezza  all’Amministrazione Comunale in carica a cui, evidentemente, sta più a cuore il benessere del bilancio  del Comune di Pietrasanta della qualità della vita dei cittadini e delle cittadine di Seravezza. 

Seravezza, 26 marzo 2022

PD Seravezza e Gruppo Consiliare Creare Futuro

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