A

oltre nove mesi dall’attivazione dell’ospedale “San Luca” (avvenuta il 18 maggio 2014), l’Azienda USL 2 conferma la sua disponibilità al confronto con la comunità lucchese per analizzare insieme gli aspetti strutturali e organizzativi del nosocomio, con la possibilità di attuare anche alcuni accorgimenti e perfezionamenti rispetto alla situazione attuale. L’Azienda si è infatti sempre dimostrata pronta ad incontri con tutte le rappresentanze dei cittadini e dei dipendenti, vissuti come occasione di confronto e di valutazione congiunta, per dare luogo poi ad azioni di miglioramento. E’ continuo anche il dialogo con le organizzazioni sindacali, sia della dirigenza che del comparto, per individuare insieme possibili aree di ottimizzazione, in grado di migliorare l’impatto sull’utenza e il clima interno. Sono stati anche consolidati momenti di ascolto strutturato con associazioni di volontariato e organismi di tutela: viene convocato in questi giorni il Comitato di Partecipazione, è ripartita la Commissione Mista Conciliativa, sono stati effettuati incontri con associazioni di genitori di bambini con disabilità (per rivedere anche alcune modalità di accesso al Pronto Soccorso). L’obiettivo è quello di proseguire nel percorso di miglioramento dei processi organizzativi al “San Luca” e per questo l’Azienda è intenzionata ad aprirsi sempre di più al confronto esterno, anche nelle sedi professionali come l’Ordine dei Medici e il Collegio IPASVI. Nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta oggi (venerdì 27 febbraio) a Monte San Quirico, la Direzione Aziendale e i Direttori di Dipartimento dell’Azienda USL 2 hanno intanto fatto il punto della situazione sulle principali questioni riguardanti il “San Luca”, un ospedale moderno pensato per assistere il paziente nella fase acuta della sua malattia. In realtà questo modello organizzativo, attuato grazie alla disponibilità del personale che la Direzione ringrazia, era già stato avviato nel vecchio presidio “Campo di Marte”, anche se in quel caso con evidenti limiti strutturali. La centralità del paziente è l’elemento guida della nuova organizzazione. Al centro dell’attenzione c’è infatti la persona e il suo benessere in una struttura in grado di garantire un’interazione efficace tra pazienti e operatori sanitari e un’ottimizzazione dei percorsi di cura. Il fondamento ispiratore dell’ospedale per intensità di cure è l’organizzazione dipartimentale, all’interno della quale vengono messi in comune risorse umane, materiali e spazi per assistere il paziente in base alla complessità assistenziale e clinica al di là della particolarità specialistica. Questo nuovo modello permette di valorizzare le singole specialità e, allo stesso tempo, promuovere un approccio multi professionale vede coinvolte più figure: dal medico all’infermiere fino all’operatore socio sanitario, che devono interagire per raggiungere un obiettivo comune: la cura della persona a 360 gradi. Facendo un bilancio di questi primi nove mesi di attività, con aspetti positivi e altri sicuramente da migliorare, c’è da evidenziare proprio l’importanza del lavoro di equipe fra le varie professionalità che si sta sviluppando e sta diventando un punto di forza per la corretta gestione del paziente. E’ importante affrontare questa nuova sfida, lasciando alle spalle un passato importante che ha insegnato molto a professionisti, che può essere migliorato e reso più adeguato ai tempi. Questo lavoro è ovviamente quello più difficile da consolidare perché richiede cambiamenti di prassi e culture professionali di lunga tradizione. Tra le altre novità positive a livello organizzativo c’è da segnalare l’implementazione della Cartella Clinica Elettronica che permetterà il superamento dell’uso del cartaceo: è già stata attivata in alcuni setting di degenza ed è prevista una sua progressiva diffusione a tutte le altre strutture. Sempre per quanto riguarda la degenza si sta consolidando la figura del medico tutor, che segue il percorso diagnostico del paziente e rappresenta l’interfaccia con i parenti dei ricoverati e con i medici di medicina generale.  
Per aumentare il rapporto di collaborazione proprio con i medici di famiglia è inoltre attivo un gruppo di lavoro con i medici ospedalieri, gestito dalla direzione sanitaria aziendale. Un settore sempre al centro dell’attenzione è poi il Pronto Soccorso. Parlando dell’incremento di afflusso di utenti registrato nelle ultime settimane all’ospedale “San Luca”, comune alle strutture ospedaliere di tutta Italia, c’è da sottolineare che dal 1° gennaio al 25 febbraio 2015 il numero degli accessi è stato stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma è aumentata in maniera significativa la complessità dei pazienti (89 pazienti in più in codice rosso, 587 in più in codice giallo). Nonostante le difficoltà, la struttura sta rispondendo alle necessità della cittadinanza, anche grazie alla maggiore tecnologia e al collegamento diretto con i servizi di diagnostica, ma la complessità dei casi trattati ha creato ovviamente delle difficoltà e ha richiesto un impegno ancora maggiore agli operatori. Basti pensare che, nel periodo preso in esame, i ricoveri sono passati dal 12,2% rispetto al totale degli accessi registrati del 2014 al 14,8% del 2015 e le complicanze respiratorie sono passate dall’8,4% alle 11,2%. Per quanto riguarda il personale, i medici in servizio in Pronto Soccorso per turno sono quattro, come in passato, mentre gli infermieri sono come minimo 9 per turno, con 3 OSS (di mattina, di pomeriggio e di sera), più un operatore per l’accoglienza fino a mezzanotte. Un aspetto che viene segnalato spesso in questo momento dai cittadini è il fatto che alcuni pazienti con codice verde possano essere visitati e dimessi prima di altri a cui è stato assegnato il codice giallo. Questo dipende dal fatto che i pazienti che accedono alla prima sala di visita sono quelli con codici a bassa priorità oppure, appunto, pazienti con codice verde con iter diagnostico terapeutico lineare, che quindi entrano in un percorso diverso, che non interferisce con quello seguito dai pazienti che vengono assegnati alle altre sale di visita (codici gialli o codici verdi più complessi). La Direzione Aziendale coglie comunque l’occasione per ringraziare ancora il personale per la disponibilità e per l’attaccamento al proprio lavoro, che sta permettendo di gestire in maniera adeguata una situazione complessa e delicata, soprattutto in certi settori che hanno subito un carico maggiore come le strutture del Dipartimento Medico. Anche in questo momento di pressione per il Pronto Soccorso e per l’intero ospedale il modello per intensità di cura ha rappresentato un punto di forza dell’attuale organizzazione. E’ stato infatti possibile far fronte a questo momento di emergenza anche grazie alla flessibilità e alla modularità del “San Luca”, che consente di modificare in tempo reale l’assetto organizzativo delle degenze in base alle necessità, cosa che non sarebbe stata possibile con i reparti del “Campo di Marte”, divisi per specialità e con numero fisso di letti non interscambiabili. Qualche anno fa si assisteva, ad esempio, alla presenza di letti vuoti in alcuni reparti e sezioni, mentre allo stesso tempo si dovevano aggiungere letti nelle stanze di degenza di altri reparti o addirittura nei corridoi. Con la nuova organizzazione multi specialistica la gestione e la programmazione dei letti avviene in modo complessivo e questo permette di saturare i posti letto in maniera più razionale e di mettere assieme per quanto possibile gli spazi, la logistica e le risorse umane. Questo ha permesso ad esempio, di fronte alla maggior necessità di ricovero e alla presenza di casi più complessi, di non dover trasferire pazienti in altri ospedali, come avveniva invece spesso in passato. Certo, alcuni accorgimenti e perfezionamenti sono stati necessari, e altri lo saranno anche in futuro, ma la flessibilità garantita dalla nuova struttura rispetto alla rigidità di un ospedale di vecchia concezione, rappresenta una sfida su cui continuare a lavorare, sempre ascoltando il personale e i cittadini.

foto conferenza - art

La centralità del paziente è l’elemento guida della nuova organizzazione. Al centro dell’attenzione c’è infatti la persona e il suo benessere in una struttura in grado di garantire un’interazione efficace tra pazienti e operatori sanitari e un’ottimizzazione dei percorsi di cura. I nomi dei partecipanti alla conferenza stampa nella sede dell’Azienda USL 2 di Lucca: • Joseph Polimeni – Direttore Generale Azienda USL 2 Lucca • Lorenzo Roti – Direttore Sanitario Azienda USL 2 Lucca • Fabiana Frosini – Responsabile Pronto Soccorso di Lucca • Monica Mazzoni – Direttore Dipartimento Medico Azienda USL 2 Lucca • Marco Pellegrini – Direttore Dipartimento Diagnostica Azienda USL 2 Lucca • Editta Baldini – Direttore Dipartimento Oncologico Azienda USL 2 Lucca • Raffaele Domenici – Direttore Dipartimento Materno Infantile Azienda USL 2 Lucca • Ferdinando Cellai – Direttore Dipartimento Emergenza Urgenza Az. USL 2 Lucca • Luciana Traballoni – Direttore Direzione Infermieristica e Ostetrica Az. USL 2 Lucca • Sergio Coccioli – Direttore di Direzione Medica di Presidio Ospedale di Lucca

Share