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nche quest’anno si è svolta, fra l’entusiasmo degli spettatori e dei partecipanti, l’Ordalia Celtica del Fuoco al Prato Fiorito, nel Comune di Bagni di Lucca. La manifestazione, che è alla sua terza edizione consecutiva, è avvenuta sabato 4 luglio 2015; ha visto la partecipazione di oltre 60 “fire-walker” provenienti da varie parti d’Italia. La camminata si è svolta nelle ore serali, sotto lo sguardo ammirato di numerosi spettatori. Nella cornice suggestiva e incontaminata di Foce al Lago, il fuoco, la brace ardente e il calore intenso, creavano un’atmosfera impressionante, pregna di grande intensità emotiva. Non si tratta di un gioco banale. L’attraversamento delle braci va effettuato con grande concentrazione e presenza di spirito. E’ un’esperienza interiore di grande significato e non è sempre indolore. Qualche scottatura e qualche bollicina va messa in conto (ma l’emozione val bene questo rischio). Però, quello con cui ci si confronta, sono soprattutto i nostri timori, le nostre paure, i fantasmi che si annidano nei recessi reconditi del nostro inconscio. Un’esperienza psicologica, quindi, ma soprattutto di grande crescita spirituale. Il richiamo alla tradizione celtica intende riconnettersi una cultura antica, piena di suggestioni magiche e di poesia, che ha toccato le nostre terre e che ha lasciato tracce indelebili nell’immaginario della gente dei nostri territori. L’attraversamento delle braci incandescenti aveva il valore di una prova iniziatica. Una reminiscenza si può trovare nell’usanza di saltare secchi pieni di brace in occasione dei “Fuochi di S. Giovanni”, pratica ancora in vigore in molti dei nostri paesi. Ricordiamo, ad esempio, i fuochi di Sala, nei pressi di Casabasciana. In realtà, la pratica della “Pirobazia” o “Firewalking” è stata utilizzata per migliaia di anni presso le tradizioni di tutto il mondo. Si è svolta, per esempio, nelle contrade africanie con l’accompagnamento dei rulli di tamburo , così come sulle vette dell’Himalaya, con i canti salmodianti dei monaci tibetani. I Kahunas, mistici delle Isole Hawaii, camminavano sulla lava per esprimere la loro venerazione a Pele, la Dea della terra e del fuoco; nelle isole Fiji le ragazze camminavano sostenute dal loro clan come iniziazione ai diritti della maturità femminile; nel Nord America, gli Zuni e i Cherokee camminavano sui carboni in riti segreti. Tuttavia, quello che a noi interessa non sono tanto le ricerche ricerche storiche di tipo accademico (peraltro sempre interessanti) quanto la rievocazione di un’atmosfera propizia a realizzare esperienze di valore universale. Si ripropone, in questa maniera, una prova iniziatica interiore, per saggiare le nostre paure e i nostri limiti psicologici e per aprire la mente verso possibilità sempre nuove e verso orizzonti sorprendenti. Hanno camminato sui carboni ardenti anche il sindaco di Bagni di Lucca Massimo Betti e l’assessore Vito Valentino.

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