Olivicoltura Puglia, svolta o catastrofe. Ecco le richieste urgenti: registrazione SIAN per trasporto fuori regione di olio e olive

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BARI – La campagna olivicola 2021/2022 si è aperta nel peggiore dei modi. In Puglia, gli olivicoltori sono costretti a dover lottare per cercare di ottenere una minima remunerazione dalla vendita dell’olio extravergine, che rappresenta uno dei settori strategici dell’economia Regionale e uno dei prodotti più ricercati al mondo.

Una svolta nell’affrontare e nel risolvere i problemi dell’olivicoltura pugliese altrimenti il motore trainante dell’agricoltura regionale potrebbe spegnersi. È quanto chiede, unita, la produzione olivicola organizzata della Puglia dopo l’audizione della quarta commissione consiliare.

Le più importanti organizzazioni di produttori regionali e nazionali per numero di soci e fatturato (Oliveti Terra di Bari, Associazione Provinciale degli Olivicoltori di Foggia, APOL Lecce e Assoproli Bari), in sinergia con Cia Puglia, hanno presentato all’assessore Pentassuglia una sorta di decalogo di richieste per denunciare e risolvere i problemi che attanagliano il settore.

In particolare, Cia Puglia e le Op chiedono di introdurre, da subito, per ridurre i flussi illegali di olio e olive, la registrazione immediata sul portale SIAN di tutte le movimentazioni di prodotto fuori provincia, oltre alla riduzione del tempo massimo per la registrazione sul portale SIAN della trasformazione delle olive, e alla strenua difesa rispetto all’agguerrita concorrenza straniera, e per questo motivo invocano anche incontri con Agea e Repressione frodi.

Chiesti inoltre interventi per sostenere gli olivicoltori nell’affrontare l’incremento dei costi energetici resisi necessari per sostenere le produzioni in un anno caratterizzato da particolare siccità, e il sostegno a programmi di tracciabilità, di identificazione della qualità e di sicurezza alimentare promossi dagli operatori pugliesi.

OLIVICOLTURA IN GINOCCHIO

L’olivicoltura pugliese, nel 2021, è stata messa in ginocchio da quella che può definirsi una crisi epocale, frutto di una vera e propria ‘tempesta perfetta’ causata da: basso prezzo delle olive e dell’olio, resa inferiore alla media, grandi difficoltà nel reperire la manodopera necessaria al raccolto. Si vende a 35-40 euro al quintale, anche nelle zone più a sud della regione messe in ginocchio dalla Xylella, mentre il primo olio prodotto ha una quotazione che oscilla fra i 3,80 euro e i 4 euro al litro. La qualità dell’extravergine appare eccellente in tutta la Puglia, ma si registra il 12-13% di resa (12-13 kg di olio per ogni 100 chilogrammi di olive) contro una media degli ultimi anni del 15-16%.

Va ricordato come la Puglia sia la regione con più aziende, maggiore superficie “olivetata” e con più frantoi e contribuisce per circa il 47,5% alla produzione nazionale di olio extra vergine di oliva.

“La situazione è molto difficile e auspichiamo interventi concreti della Regione per sostenere il comparto agricolo più importante della Puglia”, concludono Cia Puglia e le Op.

LE RICHIESTE (urgenti) DEGLI OLIVICOLTORI PUGLIESI

Ecco cosa chiedono:
1 – Di introdurre, da subito, la registrazione immediata sul portale SIAN di tutte le movimentazioni di olio superiori ai 10 quintali e di tutte le olive trasportate fuori provincia (questo intervento non avrebbe alcun costo per la comunità e contribuirebbe concretamente a ridurre i flussi illegali di olio e di olive).

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2 – Si chiede di ridurre dagli attuali 6 giorni a 48 ore il tempo massimo per la registrazione sul portale SIAN della trasformazione delle olive (anche questo intervento, che comporterà qualche sacrificio organizzativo per la filiera, potrebbe dare un grande contributo alla riduzione delle diffuse e molteplici CARTIERE presenti in Italia).
3 – Avviare immediatamente controlli a tappeto e quotidiani sugli operatori della filiera DOP, IGP e BIO per accertare il rispetto puntuale dei disciplinari di produzione (questo intervento porterebbe sicuramente alla riduzione di quantitativi di olio non corrispondenti ai disciplinari e di conseguenza darebbe valore al reale prodotto di qualità).
Chiediamo la convocazione di un tavolo immediato con CCIAA e Repressione Frodi.
Alla Regione Puglia chiediamo di adottare urgentemente:
− interventi a sostegno degli operatori della filiera che hanno dovuto sostenere un incremento dei costi energetici per sostenere le produzioni in un anno caratterizzato da particolare siccità (questo intervento potrebbe alleggerire la condizione di assoluta mancanza di liquidità delle aziende olivicole e allineare i nostri costi di produzione a quelli del principale competitor che è la Spagna).
− chiediamo una riflessione puntuale sulla prossima PAC e sul prossimo PSR per prevedere, finalmente, azioni mirate a dare un ruolo prioritario alle aziende olivicole e alle loro Organizzazioni di Produttori, prevedendo specifiche misure per la concentrazione dell’offerta e la valorizzazione delle produzioni.
− Si chiede di sostenere programmi di tracciabilità, di identificazione della qualità e di sicurezza alimentare promossi dagli operatori pugliesi (questo intervento qualificherebbe di molto l’offerta sui mercati delle produzioni pugliesi).
− Attivare un confronto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con riferimento agli interventi destinati al settore Olivicolo che dovranno essere prioritariamente destinati al settore della cooperazione ed in ogni caso condivisi con gli operatori della filiera (cosa ad oggi non avvenuta) per valutarne puntualmente gli impatti sulle dinamiche delle aziende e del mercato.
– Chiediamo di definire, di concerto con gli operatori e le loro OP, un programma di formazione per sopperire alla carenza di manodopera, favorendo l’occupazione di italiani e stranieri comunitari ed extracomunitari.

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