” Ognuno ha bisogno del ricordo del proprio fuoco.” ( Elias Canetti)

Il fuoco è da sempre il simbolo della rinascita e del rinnovamento della vita. Il fuoco nella casa rappresentava la presenza della divinità: l’assenza di fuoco equivaleva a disgrazia e morte.
Controllare il fuoco allo scopo di produrre luce e calore è stata una delle prime grandi conoscenze apprese dal genere umano, e molto probabilmente quella più utile nella lotta per la sopravvivenza dei primi ominidi.
Il focolare, oltre che scaldare e far cuocere i cibi, ha avuto il grande potere di accomunare le persone, sia in famiglia che in seno alle comunità. Nel Medio Evo la popolazione si contava in base ai fuochi: il sistema dei fuochi si basava sulla coincidenza tra focolare e nucleo familiare, le numerazioni per ” Fuochi” erano veri e propri censimenti, in cui la popolazione non era computata per anime ma per focolari, ossia per famiglie, ed erano effettuate esclusivamente a scopo fiscale.
Questa analogia non era semplicemente metaforica, ma era fondata sulla concreta necessità di utilizzare il fuoco per il riscaldamento e la cottura dei cibi, cui veniva dunque destinato un apposito spazio: un fuoco, un’abitazione, una famiglia

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