OGGI VISITIAMO  SASSOROSSO

 

 

Frazione del comune di Villa Collemandina posta a mt 993 slm.

Sassorosso (da Saxo Rubeo, sasso rosso),è un piccolo paese dell’Appennino Toscano adagiato alla base di un cono roccioso composto prevalentemente da un tipo di marmo vinato il “Rosso Collemandina” formatosi in epoca Giurassica, che venne usato fin dai tempi antichi, come materiale edile per la costruzione delle case del borgo.

La località è circondata da numerose grotte abitate fin dalla preistoria (come dimostrano alcuni reperti in silice dell’epoca neolitica ritrovati nei pressi del borgo) e che offrirono riparo anche alle tribù dei Liguri–Apuani fin dal III – II secolo a.C. (nel 1962 vennero rinvenuti i resti di una tomba Ligure a cremazione).


Le prime notizie documentate del borgo risalgono alla famosa “Bolla”papale del 1168 nella quale viene nominata la sua chiesa dedicata a S.Michele , in seguito lo ritroviamo come “Comune Masse et Sassorossi” e non come “Castra”, nonostante l’incastellamento del borgo , una rocca a base quadra avente come torre l’attuale campanile.


Nel XIII secolo il castello di Sassorosso, finì in mano lucchese che lo utilizzarono per più di un secolo, insieme alla vicina fortezza di Massa per la difesa dei suoi confini.


Nel 1430 Sassorosso insieme ad altri comuni della Garfagnana, stanchi del dominio lucchese si diedero spontaneamente agli Estensi condividendone le sorti fino all’Unità d’Italia
Dell’antico castello oggi rimangono solo poche tracce, difficilmente identificabili lungo una via interna , in un breve tratto di mura e nel campanile che venne ricostruito in parte nel 1845.
Il borgo, circondato da verdi pascoli, sorge ,

come detto, alla base di un cono roccioso formatosi geologicamente nel giurassico, composto da strati calcarei sedimentari ricchi di Ammoniti (molluschi Cefalopodi), che nel corso dei millenni hanno dato alla roccia il colore vinato tipico di quel marmo, il “Rosso Collemandina”. Fin dai tempi antichi gli uomini estrassero da piccole cave in loco le pietre necessarie per la costruzione delle loro case, senza fare caso al loro colore, creando quei muri pittoreschi che possiamo definire a “scacchiera irregolare”, dove pietre di marmo rosso sono intervallate da pietre leggermente striate di verdolino chiaro, rendendo il paese unico nel suo genere.

 

 

 

 

 

 

 

 


Oggi l’estrazione di questo marmo, utilizzato principalmente nell’edilizia per realizzare pavimentazioni di pregio e decorazioni d’interni, continua in una cava poco più in basso del borgo, sul versante nord-ovest della montagna, mentre sulla sommità del cono roccioso che lo ospita è sempre possibile visitare una vecchia cava ormai in disuso, dove nella roccia tagliata sono ben visibili le mille sfumature del “Rosso Collemandina”.
(Fonte contado lucchese , foto Toscana – Foto foto toscana)

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