COBAS – Comitati di Base della Scuola

Presidio, oggi, alle 17.30 a Lucca, in Piazza San Michele, per chiedere priorità alla Scuola e il ritorno nelle classi in completa sicurezza.

Sulla scuola italiana sta per abbattersi uno tsunami; lo avevamo detto sin dall’inizio che la pandemia avrebbe aperto solamente due strade: o un’occasione di forte rilancio della scuola pubblica o l’occasione per completare i processi di privatizzazione iniziati oltre venti anni fa con l’autonomia scolastica. Il governo, con il placet di CONFINDUSTRIA, ha scelto la seconda strada e cerca in pochi mesi di portare a casa un obiettivo che in questi decenni ha trovato significative resistenze all’interno delle scuole, una resistenza a cui come Cobas abbiamo fortemente contribuito.
I punti essenziali del PIANO SCUOLA vanno infatti tutti in una stessa direzione:
1. Fine del sistema nazionale di istruzione e regionalizzazione spinta attraverso la costituzione di Tavoli regionali; le scuole italiane avranno dunque qualità e velocità diverse in relazione alla forza, anche economica, dei singoli territori
2. Fine dell’unitarietà del gruppo classe e costituzione scuola per scuola di “gruppi di apprendimento”: è il vecchio obiettivo, già previsto nella “Buona” scuola di Renzi, di istituire le “classi di livello”, i bravi con i bravi, gli studenti in difficoltà in classi ghetto
3. Abbassamento drastico della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento attraverso l’aggregazione delle discipline in aree o ambiti disciplinari, con conseguente diminuzione di ore. All’interno delle scuole i docenti lavoreranno sui “nuclei essenziali”, il resto si farà fuori dalla scuola con personale esterno alla scuola. E’ l’idea centrale dell’autonomia scolastica e della privatizzazione: la scuola serve per “leggere, scrivere e fare di conto”, il resto è affidato ai progetti. L’unitarietà dell’offerta formativa ne esce distrutta.
4. Esternalizzazione di interi settori della didattica attraverso accordi con il Terzo settore che non è solo volontariato, ma molto spesso si tratta di cooperative che si muovono sul terreno dello sfruttamento dei lavoratori e con meccanismi clientelari; le scuole e i genitori saranno chiamati a contribuire al pagamento di attività che si svolgeranno dentro o fuori gli edifici scolastici. Li chiamano “Patti educativi di Comunità”, ma in realtà è la privatizzazione che entra in pompa magna dentro la scuola italiana
5. La didattica a distanza resta la stella polare del MIUR: sono previsti corsi di formazione per il personale della scuola unicamente in questo settore, segno chiarissimo che la DaD non sarà abbandonata e presto il MIUR emanerà “Linee guida per la didattica digitale integrata”, con particolare riferimento alla valutazione a distanza
6. Rimessa alle scuole la riduzione dell’ora di lezione e l’articolazione del tempo scuola
7. Rimessi alle scuole in accordo con tavoli a livello di Enti Locali gli orari scaglionati di ingresso e uscita, il problema dei trasporti, i doppi o tripli turni, il sabato a scuola, ecc.
Perché si fa tutto questo? Perché bisogna seguire le linee dettate dall’emergenza virus; ma i distanziamenti sono impossibili con le classi pollaio e negli edifici fatiscenti in cui tutti i governi hanno lasciato la scuola italiana. E la privatizzazione è lì ad offrire la soluzione.
Ma la soluzione vera è l’altra strada, è il rafforzamento del sistema nazione pubblico di istruzione: chiediamo che il governo, che vergognosamente ha stanziato 3 miliardi per Alitalia e solo 1 per la scuola, stanzi immediatamente 20 miliardi per la scuola e proceda con un aumento massiccio del personale, a partire dalla stabilizzazione dei docenti precari e all’internalizzazione del personale di cooperativa che già oggi lavora nelle scuole. Il governo con questo Piano ha attaccato frontalmente il mondo della scuola e il mondo della scuola saprà rispondere: ogni Collegio Docenti e ogni Consiglio di Istituto daranno battaglia, supportati da quella società civile che anche in estate sta scendendo in piazza per non farsi scippare una delle conquiste più importanti delle lotte del Novecento: una scuola pubblica di qualità, garanzia di una cittadinanza realmente democratica.

COBAS – Comitati di Base della Scuola

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Sede Provinciale La Spezia: Piazzale Medaglie d’Oro al Valor Militare (palazzina dei Sindacati) cobaslaspezia@gmail.com
Tel. 334 6889661

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