Nuovi strumenti per contrastare l’emergenza incendi in Italia

 

 

Quella del 2017 sarà ricordata senza ombra di dubbio come l’estate nera dei boschi italiani. Dall’inizio dell’anno sembrano essere andati in fumo oltre 150.000 ettari di verde da un capo all’altro della penisola. Il picco massimo si è avuto nella prima metà di agosto, a causa del clima torrido e secco, e della presenza di forti venti che hanno favorito la diffusione delle fiamme.

“Il problema è che ogni anno questa notizia rimane sulle prime pagine dei giornali, per poi sparire durante il resto dei giorni, lasciando sul terreno solo le ceneri e nessuno che si assuma la responsabilità di quanto è accaduto” hanno scritto i rappresentanti dei Verdi in un dossier pubblicato qualche giorno fa. Nello studio si fa il punto della situazione sia per quanto riguarda le carenze infrastrutturali che dovrebbero arginare il fenomeno, sia sulla crescente ondata di malaffare organizzato e piromani solitari.

Qualcosa, tuttavia, sembra essersi lentamente messo in moto; in Emilia-Romagna, Regione e Protezione Civile hanno lanciato un progetto per contrastare l’emergenza incendi. L’iniziativa, denominata EFLAME, consiste nell’installare alcune centraline di controllo hi-tech, dotate di termocamere  e telecamere di precisione in grado di monitorare ampie porzioni di territorio.

I test preliminari hanno dimostrato che EFLAME è in grado di identificare principi d’incendio di dimensioni anche assai modeste entro un raggio massimo di quattro chilometri. Le prime due centraline sono state installate sull’Appennino ferrarese e modenese, e a breve altre stazioni potrebbero essere dislocate sull’intero territorio.

di Claudio Vastano

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