nuova disciplina per direzione sanitaria negli stabilimenti termali

La proposta di legge, primo firmatario Leonardo Marras (Pd), è stata approvata a maggioranza. Gli interventi di Monica Pecori (gruppo Misto), Stefano Scaramelli (Iv), Luciana Bartolini (Lega), Andrea Quartini (M5S) e Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra)

 

 

 

Firenze – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge “Disposizioni in materia di direzione sanitaria negli stabilimenti termali – Modifiche alla legge regionale 38/2004 e alla legge regionale 51/2009”, con la quale si coordina la normativa esistente per disciplinare i requisiti richiesti per lo svolgimento della funzione di direttore sanitario negli stabilimenti termali in cui si svolgano attività sanitarie di carattere non termale. Fino ad oggi, essendo differenti i requisiti richiesti, alcuni stabilimenti hanno dovuto assumere due diversi direttori per il settore termale e per quello sanitario, con il risultato che a quel punto l’attività sanitaria di carattere non termale è stata dilatata oltre modo, a discapito dell’offerta termale, con ricadute anche sul settore turistico. La proposta di legge porta la firma dei consiglieri Leonardo Marras (Pd), Stefano Scaramelli (Iv),Fiammetta Capirossi (Pd),Marco Niccolai (Pd) e Alessandra Nardini (Pd).

“Perplessità sui requisiti individuati” sono state espresse da Monica Pecori (gruppo Misto), che ha sottolineato che “i requisiti di un direttore sanitario termale sono diversi da quelli richiesti a un direttore sanitario per prestazioni non termali, e lo dice la legge nazionale”.

Di una “legge molto positiva” ha invece parlato il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli. “Abbiamo scelto di dare un’interpretazione estensiva dei requisiti – ha spiegato – che offre agli stabilimenti termali maggiori opportunità di servizi per i fruitori. È una misura utile alla crescita del sistema termale toscano”.

“Il nostro intento è quello di semplificare il sistema senza arrecare danno al paziente”, ha detto Leonardo Marras. “La presenza di un doppio direttore – ha aggiunto – tende ad ampliare l’offerta sanitaria non termale, snaturando l’offerta turistico termale”.

Luciana Bartolini (Lega) ha espresso “le stesse perplessità già esposte in aula dalla collega Pecori” e ha annunciato il voto di astensione del proprio gruppo.

“Pur capendo la necessità di semplificare, per noi questa norma presenta rischi di contenziosi e impugnative, perciò non possiamo votare a favore”, ha spiegato Andrea Quartini (M5S).

Per Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra), “cinque anni di anzianità di servizio come direttore sanitario termale non abilitano alla medicina e con questa norma si va contro la legge nazionale”.

 

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