Nono appuntamento con Stazzema è cultura con la mostra “Noi, nel braccio della morte” che si è svolta a Cardoso a febbraio 2016

 

Per il nono appuntamento di “Stazzema è cultura”, domani dalle 17,00 appuntamento con un filmato per “L’angolo della cultura” di Roberto Tommasi con la Mostra fotografica di Oliviero Toscani “Noi, nel braccio della morte” che si è tenuta nel mese di febbraio 2016 nell’ambito delle iniziative della Festa della Toscana. La mostra fu realizzata dal fotografo nel novembre 1999 nel corso del viaggio durante il quale l’associazione Nessuno Tocchi Caino ha visitato i prigionieri del braccio della morte nei penitenziari del Texas, dell´Illinois e della Florida al fine di raccontare la storia dei detenuti, le loro esperienze umane e legali per coinvolgere l´opinione pubblica. La mostra si compone di 72 grandi pannelli: accanto ai volti, talvolta in pannelli doppi, si affiancano le interviste e le storie dei 21 condannati a morte, per i quali le sentenze in alcuni casi sono state ormai eseguite, e alcune frasi tratte dalle interviste che ci raccontano la storia di questi uomini e una donna. Storie di sfibrante attesa e senza più speranza. Resta solo la forza dell’immagine che rompe il silenzio perché si parli ancora di questi uomini e donne.

Il Granducato di Toscana fu il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte che resta ancora, dati Amnsty dell’aprile 2017, in vigore in 57 paesi, di cui 30 però di fatto non eseguono condanne da almeno 10 anni.

Il 23 ottobre 2014 Papa Francesco in un discorso diceva che “È impossibile immaginare che oggi gli Stati non possano disporre di un altro mezzo che non sia la pena capitale per difendere dall’aggressore ingiusto la vita di altre persone”.

“Il tema dei diritti e della vita sono temi che oggi in questa fase della nostra storia”, commenta l’assessore alla cultura Serena Vincenti, “rivestono un valore fondamentale: dovremo ripartire da qui, dal significato che ha oggi il rapporto con gli altri essere umani. Questa mostra ci lancia un messaggio: nessuno può vantare diritti sulla vita di un altro. La giustizia è un’altra cosa”.

Stazzema, 15 aprile 2020 

 

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