SABATO 21 MARZO NOI-TV TRASMETTERA’ LA S.MESSA DAL MONASTERO DELLE CARMELITANE SCALZE DI LUCCA. A CELEBRARLA SARA’ L’ARCIVESCOVO PAOLO.

Anche sabato 21 marzo, nei tempi difficili del “coronavirus” e delle chiese chiuse, l’Arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti celebrerà la S. Messa, alle ore 17, nel Monastero “Regina Carmeli” di Lucca (Monte San Quirico), luogo di clausura delle Carmelitane Scalze.
Già nel precedente sabato (14 marzo) l’Arcivescovo aveva officiato la Messa nel Convento delle Clarisse. Anche in questa occasione la Messa sarà trasmessa dall’emittente televisiva NOITV.

Di sicuro sarà una grande gioia per le suore del Regina Carmeli, che sono tutte socie della Misericordia di Borgo a Mozzano.
Quel monastero, fino al 1947, fu a Borgo a Mozzano, con il nome di “Monastero di S.Teresa”.
Le ultime suore borghigiane che hanno vissuto al Regina Carmeli, e che ho personalmente conosciuto, sono state Suor Ancilla (al secolo Dora Motroni) e Suor Maria Gemma (al secolo Maria Palagi).

 

 

Nel 1994  moriva nel Monastero “Regina Carmeli” di Monte San Quirico (Lucca) Suor Ancilla Maria della Croce, al secolo Dora Motroni.
La monaca carmelitana nacque il 29 aprile 1915, a Holyok negli USA, da genitori borghigiani,  Alberto Motroni e Caterina Orsini, che furono fra i tanti italiani che in quei tempi emigrarono, per cercare lavoro, nella “favolosa” America. Prima di Dora, era nato Luigi,  poi “disperso” nella tragica campagna di Russia del 1941/43; e dopo di lei, nacque Vera, che morì in tenera età  e Mario (nel 1919). Nel 1925, quando Dora aveva dieci anni, tornò, con la mamma e i fratelli, in Italia, a Borgo a Mozzano (Lucca), paese di origine dei due genitori, perché il padre voleva che i figli studiassero in Italia, dove lui pure sperava di tornare in futuro. Il padre, rimasto negli USA, aveva pregato il fratello Cherubino Motroni di occuparsi dei nipoti, seguendoli anche negli studi. La giovane Dora si impegnò molto nelle attività religiose e  caritatevoli della Parrocchia di San Rocco, dove viveva,  e nell’Azione Cattolica, sotto la guida, severa e illuminata, del Parroco di quei tempi Don Amedeo Chicca.
Quegli anni (dalla seconda metà degli anni ’30 ai primi anni ’40) furono un periodo molto ricco di vocazioni femminili: si pensi che oltre a Dora Motroni, entrò nel Carmelo di Borgo anche Maria Palagi (della Parrocchia di San Iacopo),  si fecero suore Renata Giusti e Linda Orsi (della Parrocchia di San Rocco)  e Ilva Lotti di San iacopo (la carissima Suor Amabile che, insieme alla sorella Iolanda,  ha donato la casa e il terreno dove ora sorge la nuova sede della Misericordia di Borgo a Mozzano). Di sicuro,  Dora Motroni fu un punto di riferimento per le  giovani borghigiane e per quelle dei paesi vicini, dove, instancabile, svolgeva la sua attività di catechista e di dirigente dell’Azione Cattolica. Della giovane Dora tanti conobbero la grande fede e la grande intensità di preghiera, che molti consideravano vere e proprie “estasi”; cosa che destava stupore,  attenzioni e curiosità,  non sempre gradite ed opportune per la ragazza.
Fu così  che Dora, pur coinvolta in grandi affanni familiari, decise di entrare nel “Carmelo” di Borgo a Mozzano, rappresentato dal Monastero di Santa Teresa,  che si trovava vicino al ponte della Maddalena  (era il 2 febbraio 1944).
Di certo non tutti sanno che,  fino al 1947,  a Borgo a Mozzano,  è esistito un monastero di clausura delle Carmelitane Scalze,  Figlie di  S. Teresa d’Avila e questo ricordo di Sr. Ancilla offre l’occasione di parlarne.
La comunità delle monache era nata a Camaiore nel 1588, quando alcune giovani desiderarono fondare un monastero di clausura, divenuto poi “Carmelo”.  A  causa della soppressione napoleonica del 1806 le Carmelitane furono espulse dal monastero di Camaiore e dovettero unirsi ad altre monache di Lucca, finché poterono ricostituire la comunità, grazie alle decisioni assunte dalla Duchessa Maria Luisa di Borbone che, nel 1821, concesse loro il Conservatorio di Santa Francesca Romana delle Olivetane, a Borgo a Mozzano, in via Roma, oggi sede del Circolo “Unione”.  Francesco Maria Pellegrini, nel suo libro su “Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nll’arte”,  ci parla del Conservatorio di via Roma “fondato per le fanciulle del paese con testamento del Rev. Giov. Battista Mattioli, nativo del Borgo (era di Oneta) e vissuto a Roma. Il contratto del lascito fu rogato proprio a Roma il 12 gennaio 1673 ed a quello si aggiunse il lascito della sorella. Fu così costruito il monastero colla chiesa, che venne aperta al culto nel 1756”. Lo stesso Pellegrini ci ricorda che,  con le vicende seguite all’invasione francese,  il monastero fu definitivamente soppresso dai Baciocchi nel 1810. “Rivisse in seguito con le Teresiane – dice ancora il Pellegrini – con clausura e con educande”. Undici furono le monache che si stabilirono a Borgo a Mozzano nel 1821, a cui si aggiunsero anche una agostiniana e una benedettina; Donna Maria Teresa Sardi ottenne da Roma il permesso di “vestire” e di mettere la clausura. Nel 1835 fu concesso il decreto di erezione del nuovo monastero di S. Teresa in Borgo a Mozzano. Seguirono altri momenti difficili, per le nuove soppressioni promosse dal neonato Regno d’Italia nel 1866,  finché,  nel 1888,  le monache riuscirono a stabilirsi, finalmente, nel cosidetto  “palazzo del turco”, in località “Venezia” e intitolarono la chiesetta al Cuore Santissimo di Gesù. Nel 1912 l’Arcivescovo di Lucca, Mons. Marchi, concesse alla comunità di osservare in tutto la “Regola Riformata di Santa Teresa” e, da quel momento, le vocazioni non mancarono più. Oggi quel palazzo , che fu sede del monastero carmelitano,  completamente ristrutturato, è adibito ad appartamenti; dopo il trasferimento a Lucca delle suore (avvenuto il 10 luglio 1947), esso fu sede della fabbrica di ceramiche e presepi Fontanini,  che dava lavoro a tanta gente, soprattutto donne.
Le suore si trasferirono a Lucca, in località Monte San Quirico, dove si trova ancora oggi il “Monastero Regina Carmeli”. Lì Dora Motroni, che da suora aveva preso il nome Ancilla Maria della Croce, ha vissuto fino al 1994, mantenendo sempre un grande legame con la gente di Borgo a Mozzano,  che non ha mai dimenticato quella generosa giovane e la sua voglia di preghiera. A tanti che l’hanno conosciuta, anch’io sono tra questi, Suor Ancilla era solita dire: “quando voi del Borgo vi svegliate e cominciate la vostra giornata, sappiate che io e le mie consorelle abbiamo già pregato per voi”.
Nel 2006 la Fraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano, paese di origine della famiglia di Suor Ancilla e nel quale la stessa visse prima di entrare nel Carmelo, decise di trasportare i resti mortali della suora, riesumati dal cimitero di S. Alessio, nel cimitero del Borgo; costituendo,  in quella occasione, per iniziativa di Agnese Garibaldi, allora Governatore della Misericordia, che della suora fu sempre grande amica,  un “gruppo di preghiera” intitolato proprio a Suor Ancilla.  Il gruppo, in più occasioni, e particolarmente nell’anniversario della morte (17 dicembre)  riunisce le persone che hanno conosciuto Dora,  sia come giovane catechista impegnata nell’Azione Cattolica,  che  come suora della contemplazione.
A distanza di venti anni dalla morte il ricordo di Suor Ancilla è ancora vivo e, per questo motivo, la Misericordia ha deciso di dare alle stampe una pubblicazione, che verrà presentata nel mese di gennaio 2015, che ripercorre la vita di Dora Motroni/Suor Ancilla, attraverso tante  testimonianze, anche molto autorevoli.
Nell’occasione dell’anniversario della sua morte, avvenuta il 17 dicembre 1994, abbiamo deciso di fare questo ricordo di una persona che molti definiscono una “santa suora”.
Nella pubblicazione che vedrà presto le stampe, il  Vescovo Mansueto Bianchi, che ha conosciuto bene Suor Ancilla, scrive: “I Santi sono così:  scontatamente normali, tanto da non accorgersene e straordinariamente debordanti, da farti venire i brividi… Suor Ancilla coniugava l’altezza vertiginosa della esperienza mistica, con l’interesse e la cura delle vicende “piatte”,  quelle quotidiane. Si interessava congiuntamente alle anime e ai corpi, alla salute ed alla salvezza.
Mons. Bianchi conclude la sua introduzione alla pubblicazione con queste parole: “L’augurio e la speranza è che il sorriso che brillava negli occhi di Sr. Ancilla, occhi che vedevano Dio nella fatica e nel chiaroscuro della Fede, possa sempre più intensamente brillare negli occhi della Chiesa che guarda ad ogni persona, ad ogni vita, con lo sguardo di Dio”.

FONTE GABRIELE BRUNINI

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