Nell’ultimo anno, secondo alcune stime, sono scomparsi 100mila ettari di terra coltivata,

 

pari alla superficie di 150mila campi da calcio, a causa del consumo di suolo e della cementificazione, ma anche del mancato riconoscimento del lavoro degli agricoltori, dai bassi prezzi pagati, ecc…

Calano di circa 24mila ettari anche i terreni coltivati a foraggere destinate all’alimentazione degli animali negli allevamenti, soprattutto nelle aree interne più difficili dove maggiore è il rischio dell’abbandono.


Negli ultimi anni sono andati persi anche 21mila ettari di prati permanenti e pascoli e ridotti drasticamente gli spazi verdi e i tradizionali percorsi lungo i fiumi, fino ai pascoli di altura storicamente usati anche per la transumanza delle greggi.”

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