L’Editoriale del Direttore

di Daniele Vanni

Chissà questo mio amato Paese dove finirà!!?

So che una volta le famiglie per bene, ed erano la stragrande maggioranza, educavano i giovani italiani alla morigeratezza. Perché la vita non è una passeggiata nel bosco e non si sa mai! Così, se le cose vanno bene, ma proprio bene non vanno mai!, bene. E se le cose si mettono di traverso, siamo preparati. I nostri nonni e padri, ricevuta una gragnola di bombe sulla testa che non aveva lasciato sù un ponte o una fabbrica, si rimboccarono le maniche e ricostruirono l’Italia del boom. Ma allora e prima si era educato alla morigeratezza e al sacrificio. Oggi, con la Chiesa in un angolo, costretta a seguire la storia, la scuola dove gli insegnati sono succubi della classe, visto che i giovani, fino dalla più tenera età sono abituati a comandare in casa…la politica si adegua ed ad ogni piè sospinto ci dice che la crisi è passata, che c’è la ripresa…Io vedo che quest’anno i mutui per i consumi e quelli per comprare un auto o la casa crescono fino a 12 miliardi, mentre quelli contratti prima, finiscono nelle sofferenze: come dire che si continua a spendere, senza avere un salario sufficiente…

Sono stato per una quindicina d’anni onorato cittadino di Firenze. E’ un mio vanto, perché adoro il passato di quella città, unica tra le piccole, che può stare alla pari, per produzione culturale (che Marx ci insegna essere una sovrastruttura delle attività produttive, ed infatti oggi il nostro capoluogo di Regione è quasi deindustrializzato come Lucca), a Roma. Intendiamoci! Alla Roma antica! Non quella di Marino che deve essere diventato un grande chirurgo, per la tenacia che dimostra nel non voler lasciare una poltrona! Al pari di Atene. Anche qui: quella di Pericle ed Alcibiade, non quella di  Tsipras e Varoufakis, i bolscevichi del Pireo che poi, invece di Lenin, si sono accontentati della Merkel! Firenze che con il suo Umanesimo poteva stare al pari della Parigi ottocentesca, non quella di Hollande che quando si mette il casco, o per l’amante o per la Libia, crea qualche disastro! Insomma volevo dire che il mondo di oggi, qualche preoccupazione ce la mette e bisognerebbe educare, se non è una bestemmia, al sacrificio più che al consumismo che viene all’uomo, naturalmente spontaneo! Ma, per tornare a Firenze e ai Fiorentini, che adoro come gente di casa mia! uno dei “difetti” meravigliosi che hanno, essendo al contrario dei Lucchesi, Etruschi, è quel loro giocare roboante con le parole che li ha aiutati ad essere mercanti e banchieri in quelle terre del Nord dove si è più taciturni e concreti. Ora Renzi è di Rignano, un po’ fuori Firenze…ma se vendesse pannina alla fiere di una volta, dove l’imbonitore parlava con i microfoni modello BBC in acciaio, con il  fazzoletto ben legato sopra per impedire i soffi del vento, tornerebbe nel fiorentino ogni sera con il furgone vuoto!

Non è che non gli credo! Anzi il suo superottimismo mi fa bene e finivo alle fiere, affascinato dall’eloquio del presentatore, per comprare il miracoloso pelacarote che faceva anche il caffè! Ma i nostri marchi e brand più prestigiosi sono tutti o quasi passati in mano di multinazionali che ormai sono gigantesche finanziarie e dove l’Italia è totalmente assente, per conto il ceto medio scompare assieme ai negozi che chiudono ad un ritmo impressionante…proprio la Nazione di Lucca di questa settimana parlava di 473 chiusure e i segni timidamente positivi illustrati dalla CNA sempre di Lucca, sempre questa settimana, sembrano i miglioramenti di un malato grave…E’ vero: come diceva un altro inguaribile ottimista di nome Silvio, i locali sono sempre pieni e le autostrade ingolfate di macchine (e la Fiat riesce incredibilmente anche vendere visto che i Tedeschi attuano sotterfugi che una volta proprio loro imputavano ai Napoletani!), però… Allora speriamo! Ma nel contempo, ad iniziare dal vertice, fino alla famiglie, non sarebbe male prepararsi, come avviene dalle ere geologiche, a momenti meno felici, perché i nuovi padroni, quelli politico-finanziari di Bruxelles, quelli che comprano i nostri marchi e poi ce li rivendono nei grandi centri, facendo chiudere i piccoli negozi, non sono benefattori che ci faranno vivere sempre a Collodi, e prima o poi il conto lo presenteranno!

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