Nell’Antica Roma,13 dicembre: Sementivae a Tellus

 

Oggi, anniversario del Tempio di Tellus, si sacrificava una vacca incinta, per favorire la rinascita dei semi di grano già piantati.

di Daniele Vanni

 

13 dicembre, Templum Telluris, in onore della Dea Tellus, la Terra.

Si ricordava la dedicatio del tempio. Si onorava la Terra Mater. Dea della fecondità degli animali e dei vegetali, sovrintendeva alla nascita e alla morte.

 

Nell’antica religione romana, la credenza ed il mito di Tellus Mater o Terra Mater (“Madre Terra”) dovevano racchiudere diverse divinità della terra. Anche se Tellus, il nome della dea della terra originale nelle pratiche religiose della Repubblica e Terra sono difficilmente distinguibili durante l’ epoca imperiale.

 

Lo studioso Varrone (1 ° secolo a.C.) elenca Tellus come uno dei Selecti , i venti principali dei di Roma, e uno dei dodici divinità agricole.

Che poi si ulteriormente e regolarmente associata a Ceres, nei rituali relativi alla terra ed alla fertilità agricola.

 

Gli attributi di Tellus erano la cornucopia, o mazzi di fiori o frutta.

Lei è in genere raffigurata femminilmente reclinata su un fianco, come distesa sulla “sua” terrabile.

Il suo complemento maschile era un dio del cielo, come Caelus ( Urano ), o una forma di Giove e tra gli Etruschi, Cel.

 

Una stretta controparte maschile, è invece Tellumo o Tellurusmenzionato, anche se raramente e del quale sappiamo troppo poco.

 

Il suo omologo greco è Gea (GE Mater)

 

La parola Tellus, Telluris è anche una latina nome comune per la “terra, territorio, la terra”, come è Terra, “terra a terra”.

 

Da questa divinità forse deriva la formula.  tellus  tersa, che significa “terra ferma”.

L’ etimologia di Tellus è incerta; è forse legato al sanscrito Talam, “terra pianura”.

 

Nel IV secolo d.C. il commentatore Servio distingue tra Tellus e Terra in uso. Terra, dice, è correttamente utilizzato come Elementum, uno dei quattro elementi classici con l’aria (Ventus), acqua (Aqua), e il fuoco (Ignis). Tellus è la dea, il cui nome può essere sostituito (ponimus … pro) per la sua sfera funzionale della terra, proprio come il nome Vulcanus viene utilizzato per il fuoco, Cerere per i prodotti, e Liber per il vino.  Tellus si riferisce quindi alla divinità custode di Terra e, per estensione, il mondo stesso. Tellus può essere un aspetto delle nume chiamato Dea Dia dai sacerdoti Arvali, o almeno un stretto collaboratore con lei come “divinità del cielo sereno.”

 

Varrone identifica Terra Mater con Ceres:

 

“Non senza causa era la Terra (Terra) chiamato Mater e Cerere. Si credeva che chi la coltivava conducevano una vita pia e utile ( piam et utilem … vitam), e che erano gli unici sopravvissuti dalla linea di re Saturno.”

 

Ovidio distingue tra Tellus come il luogo ( “sito, location”) della crescita, e Cerere come la sua causa ( “causa, agente”).

Mater , la parola latina per “madre”, è spesso usato come un titolo onorifico per dee, tra cui Vesta, che è stato rappresentata come una vergine. “Madre” esprime quindi il rispetto che si deve a colei che ci ha generato, anche se Tellus e Terra sono entrambi considerati considerate anche loro come madri pure in senso genealogico.

 

Tempio

 

Il Tempio di Tellus è stato il punto di riferimento più importante della Carinae, un quartiere alla moda sul Colle Oppio. Vicino alle case (domu ) appartenenti a Pompeo e allla famiglia di Cicerone famiglia.

 

Il tempio era il risultato di un votum realizzato nel 268 a.C. da Publio Sempronio Sophus, quando un terremoto colpì nel corso di una battaglia contro i Piceni.

Occupava l’ex sito di una casa di proprietà di Spurio Cassio, demolita quando lui fu giustiziato, nel 485 a.C, (pochi anni dall’inizio dela Repubblica, nata nel 509) per aver tentato di farsi re!

Il tempio costruito da Sophus aveva per anniversario ( dies natalis ) cioè del suo impegno e molto probabilmente dell’apertura, la giornata di oggi: il 13 dicembre.

 

Un oggetto misterioso chiamato magmentariumsi trovava nel tempio,  ed  era conosciuto anche per una rappresentazione d’Italia sul muro, o una mappa o una allegoria. Non a caso si trovava qui! Cioè nel tempio della Dea della Terra, intesa anche come territorio di Roma. Sempre non caso quel terremoto, che oggi noi chiamiamo, sempre per questa dea: scossa tellurica, aveva fatto nascere il voto del condottiero durante una battaglia di conquista sull’Adriatico!

 

Una statua di Quinto Cicerone, istituito da suo fratello Marcus, si trovava nel recinto del tempio. E Cicerone stesso scrive che la vicinanza della sua proprietà ha spinto alcuni romani a credere che la sua famiglia avesse la responsabilità di aiutare a mantenere il tempio.

 

Feste

 

L’etimologia della parola festa risale al latino festum o a dies festus= giorno di festa indicando un giorno di “gioia pubblica, giubilo, baldoria”. La festa come evento gioioso comunitario o, quantomeno, da condividere con gli altri. Come dire….senza condivisione e partecipazione, niente vera festa…

Un’origine ancora più antica, si riferisce al greco festiao o estiao che indica l’atto di accogliere presso il focolare domestico (in sanscrito il focolare si indica col termine vastya) confermando il significato originario e profondo di condivisione, di accoglienza e di comunione gioiosa della festa.

Poi trasformato nel medioevale “festivus”, divenuto in francese “festival” e così passato agli inglesi che ce l’hanno restituito!

 

“Festival” celebrati per Tellus riguardavano soprattutto l’agricoltura e spesso connessi con Ceres . Nel mese di gennaio, entrambe le dee sono stati premiati come “madri di prodotti ” alla festa mobile (conceptivae Feriae) di sementivae , un festival di semina.

 

13 Dicembre, Idibus decembribus: Lectisternium Cereris et Telluris

 

Per la festa in onore di Cerere, e Tellus, si allestiva e offriva un Lectisternium, quindi banchetto a cui partecipavano gli Dei, con le divinità presenti con i loro simulacri, le loro statue poste sui triclinii davanti alle mense imbandite.

In origine dovevano essere statue sdraiate, a somiglianza, e da qui l’origine, delle urne cinerarie etrusche, con la figura, con a fianco spesso la moglie, del defunto

 

 

L’anniversario del Tempio di Tellus era quindi celebrato con un lectisternio (banchetto) per Ceres, che ha incarnato “crescente potere” e la produttività della terra.

 

Tellus riceveva il sacrificio di una mucca incinta al Fordicidia, attribuito a Numa Pompilio, il Sabino, secondo re di Roma: un festival di pertinenza di fertilità e zootecnia che si teneva il 15 aprile, a metà del Cerialia (aprile 12-19).

Si raccontava che durante un periodo in cui Roma era alle prese con condizioni agricole difficili, Numa fosse stato incaricato dal rustico dio Fauno, in sogno, di un sacrificio a Tellus.

Come spesso accade con gli oracoli, il messaggio era richiesto di approfondita interpretazione:

 

“Con la morte del bestiame, Re, Tellus deve essere placato: due mucche, che viene lasciato un singolo resa giovenca due vite (animae) per i riti.”.

 

Numa risolse l’enigma istituendo il sacrificio di una mucca incinta.

Lo scopo del sacrificio, come suggerito da Ovidio, era quello di assicurare la fertilità del grano piantato e già in crescita nel grembo della Madre Terra in veste di Tellus.

 

Questo sacrificio pubblico si era poi trasformato in olocausto(dal greco ὁλόκαυστος (holòkaustos, “bruciato interamente”, da ὅλος, hòlos, “tutto intero”) e καίω, (kàiō, “brucio”) che veniva celebrato per conto dello stato, e per ciascuna delle trenta curie, le più antiche divisioni della città fatta da Romolo dalle tre tribù originarie .

Il sacrificio di stato è presieduto dalle Vestali, che useranno la cenere dal dell’olocausto per preparare suffimen, una sostanza rituale usato più avanti nel mese di aprile per le Parilia.

 

Durante i Giochi secolari tenuti da Augusto nel 17 a.C., Terra Mater è stata tra le divinità onorati nel Tarentum del Campo Marzio, con cerimonie condotte secondo il  “rito greco” ( Ritus Graecus ), (la distinzione dal Tellus romana il cui tempio era all’interno del pomerio) e ci fu l’olocausto di una scrofa incinta.

 

I Giochi secolari di 249 a.C. furono dedicati agli inferi divinità Dis Pater e Proserpina, il cui altare sotterraneo era in Tarentum. Il seme sotto tera, riporta sempre agli dei inferi!

Sotto Augusto, i Giochi ( ludi ) sono stati dedicati ad altre sette divinità, invocato come Moerae , Iuppiter, Ilithyia , Giunone, Terra Mater, Apollo e Diana.

 

Preghiere e rituali

 

Il Ceriale sacro (“il rito  dei cereali “) era celebrato in onore di Tellus e Cerere, da un flamen, probabilmente il Flamen Ceriale, che invoca assieme a dodici aiutanti. Quanti i mesi e quanti saranno gli apostoli.

 

Secondo Varrone, le due dee hanno ricevuto congiuntamente il praecidanea porca, un maiale sacrificato in anticipo del raccolto.

Alcuni riti originariamente di pertinenza Tellus potrebbero essere stati trasferiti a Ceres, o condivisi con lei, come risultato della sua identificazione con greca Demetra (ed anche con Artemide, come avviene a Siracusa con Artemide-S. Lucia, non a caso celebrata in questo giorno!).

 

Tellus è ritenuta essere comunque presente durante tutti i riti di passaggio, in modo implicito, o invocata.

Era coinvolta nelle cerimonie alla nascita di un bambino, quando il neonato era posato a terra, immediatamente dopo la nascita.

E Tellus era invocata in occasione dei matrimoni romani.

 

Iscrizioni dedicatorie però a Tellus o Terra sono relativamente poche. Si trovano epitaffi durante il periodo imperiale, che a volte contengono espressioni formulari, come: “Terra Mater, mi riceve.”

Nella zona mineraria della Pannonia, si trovano iscrizioni votive e dediche a Terra Mater da villici , sorveglianti di schiavi imperiali che gestivano le operazioni negli stabilimenti del minerale di fusione (Ferrariae). E qui bisogna pensare al materiale che viene furoi dalle viscere della terra! L’imperatore Settimio Severo restaurerà un tempio della Terra Mater a Rudnik , una zona mineraria d’argento della Mesia Superiore: un tempio di 30 per 20 metri, che si trovava situato apposta, all’ingresso della zona di lavoro.

 

Già abbiamo detto della scelta del 21 aprile, come giorno di fondazione (dies natalis, “compleanno”) di Roma: come la connessione tra le Parilia del 21 aprile e le Fordicidia come una festa di Tellus: celebrazione della terra “posseduta”, propria: e quindi del pomerium, cioè la città.

 

Tellus è spesso identificata come la figura centrale sul cosiddetto: “pannello del sollievo dell’Italia” nell’ Ara Pacis , che è incorniciato da bucrani (teste di bue ornamentali) e motivi di vegetazione, di abbondanza e di fertilità animale.

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