Nell’Antica Roma, dal 4 al 19 settembre: Ludi Romani o Ludi Magni, in onore di Giove

Essendo tra le maggiori festività dell’anno, i ludi Magni a Giove vennero continuamente prolungati, con l’occasione di celebrare date importanti: dalla vittoria sui Latini, al passaggio da regno a repubblica, alla secessione dei Plebei, e così via.

di Daniele Vanni

I Ludi Romanio Magni erano grandi festività del calendario dell’antica Roma, che ebbero inizio nel 366 a.C. e avevano cadenza annuale.

Inizialmente si tenevano dal 12 al 14 settembre, ma poi furono estesi dal 4 al 19 settembre.

Fu proprio in occasione dei Ludi Romani, che, per la prima volta a Roma, si misero in scena tragedie basate sulla grande tradizione classica greca.

Questi ludi, anche noti come Ludi Magni in quanto erano i principali, erano interamente dedicati a Giove.

Secondo la tradizione, furono istituiti dal re Tarquinio Prisco in occasione della conquista della città latina di Apiolae, sebbene altri autori ne indichino l’origine nella vittoria sui Latini nella battaglia del Lago Regillo (496 o 499 a.C.) una delle prime leggendarie vittorie romane, nella quale avrebbero avuto la meglio solo per l’intervento miracoloso dei Dioscuri, Castore e Polluce..

Apiolae fu una cittadella dei Latini distrutta dal re di Roma Tarquinio Prisco e localizzata sul Monte Savello, tra Pavona e Albano Laziale.

La cittadella di Apiolae viene riportata sia da Livio che da Plini come Oppidum Latinorum, ovvero come centro fortificato, mentre Strabone sembra specificare che si trovasse sul confine del territorio dei Latini e la città latina più vicina a Roma, dopo la caduta di Alba Longa. In effetti Dionigi ci informa che il re Anco Marzio, nell’intraprendere la guerra contro i Sicani, stipulò un accordo di pace con gli Apiolani, il cui territorio confinava con quello dei Sicani.

In seguito all’annessione dei Sicani, per opera dello stesso re Anco Marzio, gli Apiolani si ritrovarono quindi confinanti con gli stessi Romani. Morto il re e decaduto quindi il precedente accordo di pace con Roma, gli Apiolani invasero il vicino territorio romano compiendo saccheggi.

Il nuovo re Tarquinio Prisco, intenzionato a vendicare tali atti, prese d’assedio la cittadella di Apiolae ed una volta conquistata la distrusse, procedendo anche allo smantellamento delle sue mura di difesa. Con il bottino ricavato secondo alcune fonti si sarebbe iniziata l’edificazione del tempio di Giove Capitolino, mentre secondo altri si sarebbe finanziata la celebrazione di splendidi giochi. La popolazione sarebbe stata trasferita sull’Aventino, mentre secondo il racconto di Dionigi i sopravvissuti furono tratti come schiavi a Roma.

Oggi sul colle di Monte Savello si conservano alcuni blocchi di tufo arcaici inglobati nelle fondazioni del castello medievale dei Savelli ed un cornicione marmoreo con dedica ad Apollo, pertinente probabilmente ad un tempio dedicato a questa divinità presente in antico sulla cima del colle. Lo stesso toponimo di Apiolae sembra infatti una variante arcaica locale legata ad Apollo.

Altro culto attestato nella zona è quello di Giuturna, sorella di Turno re di Ardea, la quale già riportata da Virgilio nell’Eneide (XII, 870-886), ha lasciato il proprio nome ad una sorgente omonima (oggi sorgente di Secciano) ed al laghetto adiacente, noto infatti come Lago di Giuturna (o di Turno) (oggi laghetto di Pavona).

Durata dei Ludi

Inizialmente i Ludi Romani duravano un giorno solo, ma un secondo giorno fu aggiunto per celebrare l’espulsione dei re da Roma, nel 509 a.C.,e un terzo dopo la secessio plebis del 494 a.C.

Dal 191 al 171 a.C. ebbero una durata di dieci giorni, mentre poco prima della morte di Gaio Giulio Cesare duravano probabilmente quindici giorni, dal 5 al 19 settembre.

Dopo la morte di Cesare, fu aggiunto un ulteriore giorno, probabilmente il 4 settembre, in quanto Cicerone afferma che passavano 45 giorni tra i Ludi Romani e i Ludi Victoriae Sullanae del 26 ottobre, da cui si deduce che alla sua epoca il 19 settembre era l’ultimo giorno dei Ludi Romani.

E infatti così compare nei calendari di epoca augustea, in cui i giochi si tengono dal 4 al 19 settembre.

All’interno dei Ludi cadeva la festività di Epulum Iovis (13 settembre) e la Equorum probatio il 14, mentre i giochi nel circo duravano dal 15 settembre al 19.

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