4-settembre-Ludi-Magni

 

Nell’Antica Roma, anche oggi 11 e fino al 19 settembre: Ludi Romani o Ludi Magni, in onore di Giove

 

Approfittando del fatto che in tutti questi giorni si tenevano in Roma, i Ludi maggiori dell’anno, entriamo più addentro in queste Feste particolari, così vicine, ma lontanissime dalle nostre che sono solo fuga dal quotidiano e diciamolo francamente: dalla realtà che ci piace sempre meno! Non certo così nell’antica capitale del mondo, dove i cittadini, combatterono, sostennero, erano fieri di partecipare al successo di uno stato che sentivano profondamente e giustamente, come proprio!

 

(III° parte)

 

di Daniele Vanni

I ludi circenses, i più antichi di tutti i ludi romani, ricollegavano la loro origine con le gare mitiche di Enomao e Tantalo nell’Elide, e con quelle cui partecipò Ercole.

E quindi vedete bene che l’origine dei giochi romani fu la Grecia che le trasmise o direttamente se si vuole accreditare l’origine anatolica (Lidia) e da isole dell’Egeo degli Etruschi o per influenza culturalee commerciale dei Greci sull’Etruria da cui certamente discesero la Penisola, per la gioia dei che Romani, che ne andavano pazzi!

Entrati negli usi dei popoli latini, sarebbero stati, secondo la tradizione, istituiti da Romolo, subito dopo o proprio nel rito di fondazione stesso di Roma, in onore di Nettuno, nella festività dei Consualia e soprattutto dei Parilia.

Anzi a vedere lo scontro fratricida tra Romolo e Remo, sembra quasi di poterlo reggere, al di là dell’eterna ed inestinguibile sete di potere dell’uomo, come se l’orrendo omicidio tra fratelli, come tra Caino e Abele, fosse avvenuto in uno scontro rituale che doveva determinare come in un’ordalia (la stessa rappresentate sempre in quelle tombe di Phersu di Tarquinia e Chiusi!!)chi fosse il predestinato dal Dio ed il più forte, al di là della disputa sul numero di uccelli!!

Questi ludi detti Consuales o Magni, si celebravano solennemente nella valle Murcia, tra il Palatino e l’Aventino, con corse di carri e di cavalli.

Erano frequentati anche dalle popolazioni circonvicine e fu durante uno degli spettacoli circensi che sarebbe avvenuto il celebre ratto delle Sabine. Furono poi rappresentati nel Circo Massimo, fatto costruire da Tarquinio Prisco, proprio in questo avvallamento che sembra fatto apposta per contenere il Destino, il Fato della Storia!

Si celebrarono nelle solennità religiose, in giorni fissi (ludi ordinarii), in occasione di dedicazioni di templi, d’inaugurazioni di basiliche e di altri pubblici edifici, di vittorie e di altri eventi tornanti a onore e gloria del popolo romano (ludi extraordinarii).

Partecipava alle gare il fiore della gioventù romana.I ludi erano preceduti da una solenne processione (pompa) che faceva il giro del circo attorno alla spina. Al termine della rituale processione si compievano sacrifici propriziatori in onore delle divinità.

 

Il preludio era dato da una compagnia di desultores che intrattenevano il pubblico con i loro esercizî di salto e di acrobazia.

Avete capito perchè i circhi equestri, troppo presi di mira attaccati dagli animalisti che difendono, anche giustamente, una tigre o un elefante, ma si dimenticano di miliardi e miliardi e miliardi di tacchini, polli, anatre, tonni, vacche, maiali, chiocciole, vongole, agnelli…ogni giorno  esposti come in un cimitero allegro in migliaia e miglia di supermarket del mondo.

Seguivano le gare di corse di carri e di cavalli che formavano la parte essenziale dei ludi del circo, intramezzate e seguite da gare ginnastiche (certamen gymnicum), dal ludus Troiae, o da cacce di fiere e di animali (venationes), da lotte a piedi o a cavallo (pugna pedestris, equestris).

 Talvolta chiudeva lo spettacolo un simulacro di battaglia navale (naumachia) nell’arena inondata di acqua.

A completare il lungo programma non mancavano anche esercizî di mimi, saltatori, citaredi, istrioni, funamboli.

Se durante la celebrazione fosse avvenuta una profanazione, dato il carattere sacro dei ludi, questi dovevano rinnovarsi (ludi instaurativi).

Con la stessa procedura, benché in proporzioni naturalmente più modeste, i ludi circenses erano celebrati anche nelle città italiche, nelle provincie ed anche nei grandi accampamenti militari (castra).

Essi furono celebrati sino alla fine dell’impero e oltre.

 

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