Nell’Antica Roma, 6 giugno: Incoronazione con ghirlande di fiori della statua di Nerone, alta 36 metri: un colosso! che perciò dette il nome al…Colosseo!

 

Ogni 6 giugno, il Colosso veniva incoronato, cioè addobbato con ghirlande di fiori. Dalla vicinanza del Colosso, dove l’Imperatore era raffigurato e paragonato al Dio-Sole, l’Anfiteatro Flavio fu soprannominato Colosseo!

 

 

di Daniele Vanni

 

Colosso di Nerone

Epoca        64-68 d.C. (costruzione)

Dimensioni

Altezza       35,5 metri

 

Il Colosso di Nerone era un monumento (smisurato quanto l’orgoglio dell’Imperatore) dell’antica Roma, raffigurante in origine l’imperatore Nerone.

 

Storia

 

Il Colosso fu costruito in bronzo dallo scultore Zenodoro, ed era alto 110 piedi (33,5 m) secondo Plinio il vecchio, 120 (36,6 m) secondo Svetonio. Originariamente il colosso era situato nel vestibolo della Domus Aurea, in Summa Sacra Via.

Dalla vicinanza del Colosso, dove l’Imperatore doveva essere paragonato al Dio-Sole, l’Anfiteatro Flavio fu soprannominato Colosseo!

 

L’incendio della Domus Aurea danneggiò il monumento che fu restaurato da Vespasiano, il quale lo convertì proprio in una rappresentazione della divinità solare. Adriano impiegò ventiquattro elefanti nell’impresa di spostarlo per far posto al nuovo tempio di Venere e Roma.

Attualmente è ancora visibile il basamento di tufo sul quale era collocata la statua.

 

La statua bronzea si ispirava probabilmente al Colosso di Rodi, (che si dice abbia ispirato anche la statua della Libertà!) e rappresentava Nerone come il Dio Sole, con il braccio destro in avanti e appoggiato, in età tarda, ad un timone, il braccio sinistro piegato per reggere un globo terrestre. Sulla testa portava come copricapo una corona composta da sette raggi, lunghi ciascuno 6 metri.Queste raffigurazioni ci sono state tramandate attraverso le monete di Alessandro Severo e Gordiano III.

 

Il 6 giugno il Colosso veniva incoronato, cioè addobbato con ghirlande di fiori.

 

L’ultima citazione della statua è nel Cronografo del 354. Oggi, nulla rimane del Colosso di Nerone, tranne le sopradette fondamenta del basamento vicino al Colosseo.

È possibile che sia stato distrutto nel Sacco di Roma (410), oppure caduto in un terremoto che Roma subì nel V secolo, ed il suo metallo riutilizzato.

Come avvenne per il Colosso di Rodi utilizzato dai barbari e poi molto più tardi, si dice, anche per cannoni.

 

Non chiaro perché si fosse scelto il 6 di Giugno, dies religosus e quindi con un qualche alone di sfortuna per agghindare il Colosso!

Fatto sta che tre giorni dopo: il 9 Giugno del 68, deposto da Galba ed in fuga in casa di uno dei suoi liberti, Faonte, aiutato dal suo segretario Epafrodito, si tolse la vita, pugnalandosi alla gola, non prima di aver pronunciato la celebre frase: “Qualis artifex pereo!” (“Quale artista muore con me!”).

Ma oggi, della frase, ci sono nuove interpretazioni, più serie e politiche (nel quadro di una necessarie rivalutazione della figura degli imperatori romani, spesso passati attraverso la storiografia di avversari e, soprattutto, attraverso il “vaglio” del Cristianesimo che scelse tutti gli storici che irridevano e denigravano il precedente establishment pagano, distruggendo per sempre tutto il resto) che nelle intenzioni di Nerone che stava per uccidersi o farsi uccidere (anche qui è stata messa in luce solo la viltà!) e voleva forse ricordare non tanto la sua attività artistica (che pure ci fu, come quella sportiva) ma il suo ruolo di edificatore e costruttore e ricostruttore delle fondamenta dello stato, nonchè di una miriade di opere pubbliche!

6 giugno Domus_Aurea_NEUTRA

La Domus Aurea

Share