Nell’Antica Roma, 21 Agosto, Feste di Consualia, in onore del Dio Conso, divinità dei granai e degli approvvigionamenti, con un altare sotterraneo che riemergeva dal Circo Massimo

 

Probabilmente si trattava della divinità del seme del grano e dei depositi per la sua conservazione, che tra i Romani venivano posti sottoterra. Così l’altare che veniva fatto riemergere due volte l’anno!

 

diDaniele Vanni

 

 

Le Festività romana in onore del Dio Conso (dio dei granai e degli approvvigionamenti), le Consualia, si tenevano in due date: il 21 Agosto e il 15 Dicembre.

 

Venivano celebrate la prima il 21 agosto, durante il periodo del raccolto (spesso il secondo), e la seconda il 15 dicembre.

Tutti i riti si svolgevano davanti a un altare sotterraneo del Circo Massimo, portato in superficie in occasione della festa.

Alcuni di essi prevedevano delle corse di muli, (che ancora si tengono in paesi di montagna in questo periodo, come avveniva a Barga, avendone però persa la memoria!) mentre cavalli e asini restavano a riposare incoronati da ghirlande.

 

Si legge in Tito Livio che i Consualia furono istituiti dallo stesso Romolo, quando, con i giovani romani snobbati dalle genti vicine, organizzò il famoso Ratto delle sabine . Romolo

 

(LA)

« …ludos ex industria parat Neptuno equestri sollemnes; Consualia vocat. Multi mortali convenere, studio etiam videndae novae urbis, maxime proximi quique, Caeninenses, Crustumini, Antemnates; iam Sabinorum omnis moltitudo cum liberis ac coniugibus venit. »

(IT)

« predispose ad arte solenni giochi in onore di Nettuno equestre, giochi cui diede nome di Consuali. […] Accorse un gran numero di persone, anche per la curiosità di vedere la nuova città, e particolarmente i più vicini: i Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne anche, praticamente al completo, con mogli e figli, la popolazione dei Sabini. »

 

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9,)

 

21 agosto consualia2

 

 

 

 

Conso

 

Conso (Consus) è una figura della mitologia romana. Probabilmente si trattava della divinità del seme del grano e dei depositi per la sua conservazione, che tra i Romani venivano posti sottoterra.

Da vedere è, a questo proposito, la leggenda del nome di Foggia: città della Puglia, uno dei granai, assieme alla Sicilia ed all’Egitto, di Roma.

 

A Conso era dedicato un altare ipogeo al centro del circo Massimo, l’ara Consi, che pare fosse il resto di un’altra città più antica sorta nel luogo di Roma!

Io credo solo che volesse, ricordare, come Proserpina, lo “sprofondare” del chicco nel solco!

 

L’ara era sotterranea, o coperta di terra, e veniva scoperta unicamente durante le feste a lui dedicate, i Consualia. Per questo motivo si tratta di una divinità ctonia.

I Flamini Quirinali e le Vestali officiavano ai suoi riti.

 

L’etimologia del nome Consus è incerta. Potrebbe derivare dal verbo latino conserere, “seminare”, tant’è che la dea Ops era nota anche come Consivia o Consiva.

Ma da prendere in considerazione anche il verbo condere, fare provvista, per l’etimologia del termine: Consus sarebbe un sostantivo verbale arcaico che denota l’azione del deposito di grano.

 

Come accadeva per la maggioranza delle divinità legate alla terra e alla fertilità, la figura di Conso era vista in stretto rapporto con il mondo sotterraneo.

 

Conso venne poi associato con Consigli, e quindi il suo nome fu associato al consilium, consiglio o assemblea. Secondo Servio Mario Onorato annota che Consus era il dio dei Concili.

 

Dionigi riporta che per alcuni Conso sera da identificasi con Nettuno Seisichthon, che scuote la Terra, per un’altra interpretazione Consus si identificava con il Neptunus Equestris, ovvero Nettuno protettore dei cavalli. Corse di mulie cavalli erano l’evento principale durante le sue feste; gli animali, cui era concesso un giorno di riposo, erano adornati con fiori.

 

 

Flamine quirinale

 

Il Flamine Quirinale (in latino Flamen Quirinalis) era il sacerdote dell’antica Roma preposto al culto di Quirino e celebrava i riti delle festività dei Quirinalia, dei Consualia estivi, dei Robigalia e dei Larentalia.

 

La partecipazione ai Consualia del 21 agosto è testimoniata da un passo di Tertulliano, nel quale il sacrificio sull’altare sotterraneo di Conso, nel Circo Massimo, viene celebrato dal flamine Quirinale e dalle Vestali.

 

La presenza del flamine Quirinale ai Robigalia è testimoniata da Ovidio: edidit haec flamen verba, Quirine, tuus, “il tuo flamine, o Quirino, pronunciò queste parole”.

 

La presenza del flamine Quirinale ai Larentalia è testimoniata da Gellio:

 

(laOb id meritum a flamine Quirinali sacrificium ei publice fit …)

 

« Per questo favore le era offerto un sacrificio dal flamine Quirinale … »

 

(Aulo Gellio, Notti attiche, 7, 7, 7)

 

Inoltre Plutarco menziona il sacerdote di Ares e anche Macrobio cita un flamine senza specificare a quale divinità appartenga.

 

Nel 189 a.C. il flamine Quirinale Quinto Fabio Pittore fu nominato pretore e gli fu assegnata la provincia di Sardegna, ma il pontefice massimo Publio Licinio gli impedì di raggiungere la provincia, per non dover trascurare i suoi impegni religiosi, cosicché il flamine fu costretto a rinunciare all’incarico militare e a rimanere a Roma dove gli fu assegnata la pretura peregrina.

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