Nell’Antica Roma, 14 Ottobre, Ludi per Giove Liberatore 

Feste dette Eleuterie, che si celebravano in Grecia ogni cinque anni, in memoria della disfatta di Mardonio, generale persiano.

Ma a Roma, avevano almeno nel periodo imperiale, più che altro ormai il significato di “liberazione” non da un nemico, ma nell’affrancatura dei liberti che celebravano il giorno in cui avevano recuoerato la libertà.

di Daniele Vanni

Giove(latino Iupiter o Iuppiter, accusativo Iovem, o Diespiter) è il dio/divinità suprema (cioè il re di tutti gli dèi), della religione e della mitologia romana i cui simboli sono il fulmine e il tuono: dio latino simile alla divinità mitologica della religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Viene indicato come figlio di Saturno e Opi.

Epiteti

Questi sono gli epiteti conosciuti di Giove, secondo la lista compilata dallo storico svedese Carl Thulin e riportata dalla Paulys Realencyclopädie (1890), pagine 1142-1144. La sigla O. M. sta per Ottimo Massimo

Adventus Optimus Maximus – che arriva a ristabilire l’ordine.

Aedes – che regna nel suo tempio.

Aetetus O. M.

Almus (“che conforta”)

Amaranus (“che amareggia?”)

Ammonio – che comparve sotto forma di ariete per dissetare Bacco in Libia.

Antipatro – per aver detronizzato il padre Saturno.

Anxur – Giove bambino.

Anxurus (“di Terracina”)

Appenninus (“dell’Appennino”; fusione con il dio ligure Penninus)

Arcanus (“occulto”)

Attinus – tra i sabini.

, Balmarcodes O. M.

Beleno – tra i Paeligni

Beellefarus

Cacunus. – leggesi in una piastrina di bronzo, di cui s’ignora la provenienza; e Iovi Cacuno  in un framraento di pietra, trovato nella cima del monte detto Pietra Demona nella Sabina. II Biondi (Atti dell’Accad. pontif.) fu il primo a mettere questo epiteto di Giove in rapporto con la parola cacumen; e altri epiteti analoghi dati alla stessa divinità, come culminalis, Poeninus etc. confermano questa relazione.

Caelestis O. M. – abitatore del cielo.

Caelus O. M. – il re del cielo.

Capitolinus Optimus Maximus – Giove che regna col suo tempio del Campidoglio.

Casius (“del Monte Casio”; adorato ad Antiochia)

Ciminius – adorato nel tempio cimino.

Clitumnus – “Clitumnus Umbriae, ubi Juppiter eodem nomine est” Il Dio umbro Cltunno che qui è chiamato anche Giove.

Cohortalis O. M. – protettore delle coorti.

Conservator – che protegge e conserva.

Culminalis O. M. – che è al vertice di tutto.

Cultor (“coltivatore”, che si prende cura.)

Custos (“custode, guardiano”)

Damascenus O. M. (“di Damasco”)

Dapalis

Defensor O. M. – Difensore ottimo e massimo.

Depulsor O. M. – che respinge i nemici.

Depulsorius O. M.

Dianus – “A Giove Diano Gaio Errennio Candido ha sciolto un voto volentieri avendolo (il Dio) ben meritato.” Si trova solo in questa iscrizione.

Diespiter – padre dei giorni.

Diovis – contrazione di Diespiter Iovis.

Dolichenus (“di Dolico”; è l’antico Teshub degli Ittiti) apparso a un centurione della IV legione Flavia e introdotto da Vespasiano nel 71 d.c.

Domesticus – che si comporta come un familiare.

DiovisElicius

 

Eliopolitano – che è venerato a Heliopolis in Siria.

Epulo (la festa di Epulum Iovis era celebrata il 13 settembre)

Exsuperantissimus O. M. – che sta aldisopra di tutti.

Fagutalis adorato nel colle Fagutale. Da faggio, albero-cibo

Farreus – cui era sacro come sacrificio il panis farreus, il pane di farro.

Sposalizio con farro, cioè sacro e solenne: farreatio

Fazius – in Campania.

Feretrius (che “colpisce”, “ferisce”) ma anche che può colpire chi manca ai giuramentiFidius (fusione con Dius Fidius, dio dei giuramenti) il custode della legge, il difensore della verità e il protettore di giustizia.

 

Flagius (adorato a Cuma)

Frugifer – fruttifero.

Fulgur, folgore

Fulgoratur – che scaglia la folgore.

Fulmen

Fulminator – che scaglia il fulmine.

 

Grabovius (fusione con il dio umbro Grabovio) Hammon O. M. (adorato nell’oasi di Siwa) Heliopolitanus (di Heliopolis, attuale Baalbek) Hercius

 

Iguvium – in Umbria.Imbricitor Impulsor – che dà l’impulso. Indiges (identificazione divina di Enea) Inventor, inventore

 

Invictus – invitto.

Iuppiter – contrazione di Iovis Pater

Iurarius – che protegge i giuramenti.

Iutor

Iuve Fisiu – in Umbria.

 

Iuventas – protettore dela gioventù.

 

Lapis – solido come pietra.

 

Larene – tra i Paeligni

 

Latiaris – Latius, Giove laziale, adorato nel tempio a Monte Cavo

Liber. Lazio, come luogo di rifugio, di accoglienza: asilo

 

Liberator, liberatore: dal nemico, ma anche per i liberti

 

Libertas

 

Lucetius – che porta la luce, luminoso.

 

Maius

 

Maleciabrudes

 

Meilichios – dolce come il miele.

 

Monitor O. M. (“guida”, colui che avverte)

 

Mourcus – in Apulia.

 

Nundinarius

 

Obsequens

 

Opitulator o Opitulus (“soccorritore”)

 

Optimus Maximus – Giove protettore di Roma.

 

Paganicus – protettore dei villaggi.

 

Paleni – tra i Paeligni di Sulmo.

 

Panarius

 

A Giove Panario i Romani dedicarono una statua nel foro, in memoria di un eroico episodio i cui protagonisti furono i soldati romani: essi infatti, assediati dai Galli, si privarono della loro scorta di pane scagliandola contro il nemico, per dimostrare che essi potevano sostenere ancora un lungo assedio, non mancando di provviste.

 

Pantheus, che è gli Dei tutti.

 

Pater Patrato – il Padre manifestato agli uomini.

 

Patronus, patrono

 

Pecunia – protettore delle monete. Da pecora, prima forma di scambio

 

Pistor (“fornaio”)

 

Pluvialis, che dà la pioggia.

 

Poeninus (trasformazione del dio Penn)

 

Praedator – predatore

 

Praestes (“protettore”)

 

Prestabilis (“insigne”)

 

Prestitus

 

Propagator O. M. – propagatore O. M.

 

Propugnator, che propugna.

 

Puer, Giove fanciullo

 

Purgator, che purifica.

 

Purpurio O. M.

 

Quirinus (fusione con Quirino)

 

Rector, che guida.

 

Redux, protettore dei reduci.

 

Restitutor – che rifonde.

 

Ruminus, che nutre.

 

Sabatio – identificato col Dio Sabatio.

 

Salutaris O. M. – che dà la salute.

 

Savazios (fusione con Sabazio)

 

Scotita – tenebroso.

 

Sempiternus, eterno

 

Senio – ospitale.

 

Serapis (fusione con Serapide)

 

Serenator (“che rasserena”)

 

Serenus (“sereno, calmo; felice”) – a Pesaro

 

Servator O. M. (“salvatore, osservatore”)

 

Sospes (“salvatore”)

 

Soter – salvatore.

 

Stator (“che tiene fermo, che ferma”, che dà forza e stabilità)

 

Striganus

 

Succellus (fusione con il dio celtico Succellus, silvano)

 

Summanus, dal volto scuro, fulmini, saette

 

Tempestas, che porta tempesta.

 

Terminus, che stabilisce il confine

 

Territor (“che spaventa”)

 

Tifatinus – in Campania.

 

Tigillus

 

Tonans (“tonante”)

 

Tonitrator (“che fa tuonare”)

 

Tutator

 

Valens (“forte, sano, robusto, potente, efficace”)

 

Vediovis – Giove ctonio.

 

Versor (“che modifica, che sconvolge, che travolge?”)

 

Vesuvius (adorato a Capua)

 

Viminus

 

Vindex (“protettore, difensore”)

 

Vircilinus

 

Virgarius

 

A questi va poi aggiunto anche l’epiteto di Vector, come testimoniato dall’antico cippo di un tempio (dedicato a Giove, a Giunone e alle Parche) che sorgeva nella località di Monsignano di Predappio, presso Forlì.

 

 

Il noce, pianta consacrata a Giove

 

I Romani consacrarono l’albero del Noce a Giove: infatti il suo nome scientifico “Juglans regia”, utilizzato ancora oggi, deriva dalla contrazione dell’espressione latina “Iovis glans” (ghianda di Giove) e dall’epiteto specifico “regia” che ne sottolinea l’importanza.

 

Il nome del genere deriva dal latino Iovis glans (ghianda di Giove)

 

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