Nell’Antica Roma, 1 giugno: Festa di Carna, di Juno, di Terra Mater, Marte, Festa delle Piogge  e Secular ludi

 

Per le Kalendae di Giugno, un insieme impressionante di feste e celebrazioni, non omogenee tra di loro: da quella di Junio, che dava nome al mese, a quella delle piogge che dovevano essere non forti, ma presenti nel mese dei primi raccolti e del primo sole cocente, a quella di Carna, dea della carne (con minestre ricostituenti come la “carmugia lucchese”!) e dea dei cardini, di ogni “passaggio” e capace di liberare dal male dalle soglie casalinghe con un ramo di biancospino!

 

di Daniele Vanni

 

 

Carna

 

Carna è la dea romana che protegge i visceri dei bambini e più in generale assicura il benessere fisico all’uomo tramite una corretta assimilazione del cibo negli organi vitali del corpo umano (specialmente il cuore e il fegato).

 

L’etimologia del nome è fatta derivare direttamente dal termine latino caro (genitivo carnis), che indica la carne.

 

Ovidio nel libro Vi dei Fasti racconta di come la ninfa si divertisse, tra una battuta di caccia e l’altra, a farsi beffe dei giovani che la vedevano e iniziavano a corteggiarla. Per concretizzare il loro desiderio amoroso li invitava a seguirla in qualche antro nascosto, fingendosi timida. Nel tragitto però la scaltra Crana non mancava mai di nascondersi tra qualche cespuglio, deludendo così le aspettative dei suoi innamorati.

 

Un giorno però si presentò a lei il dio Giano in persona, con cui la ninfa mette in pratica il consueto stratagemma, rimanendone però scornata. Il dio infatti, avendo la capacità di poter vedere in tutte le direzioni, vede il suo nascondiglio e si abbandona soddisfatto all’amplesso. In contraccambio della verginità perduta, Giano concede a Carna di diventare la dea che presiede i cardini, controllando quindi l’apertura e la chiusura di ogni cosa e cacciando i mali dalle soglie con un ramo di biancospino.In questo senso è nota anche come: Cardea, moglie di Giano, colei che dà il cardine, l’orientamento, il mezzo ed il giusto equilibrio per il “passaggio”! Dal suo nome: il cardine o cardo maximus, l’asse nord-sud di ogni città e linea geomantica per l’osservazione del volo degli uccelli da parte degli Auguri!

 

Carna, divenuta dea, è attiva anche in altre funzioni. Protegge i neonati concedendo loro forze e colore attraverso un complesso rituale.

 

La dea, che faceva ormai a buon diritto parte della pletora degli dei minuti, ricopriva anche la funzione di proteggere i viscera dell’uomo, in special modo il cuore e il fegato.

 

A lei era anche dedicata una festa, i Carnaria, celebrata alle calende (il primo giorno) di giugno. In questa occasione si era soliti offrire alla dea farinata di fave e lardo, in quanto considerati alimenti che irrobustivano particolarmente le forze vitali: un po’ la “carmugia” lucchese che si dava ai moribondi, ai malati, ai giovani denutriti!

 

 

 

Note

 

^ Ovidio, Fasti, VI, 169-170

 

Giunoneè una divinità della mitologia romana, legata al ciclo lunaredei primitivi popoli italici. In questo senso, essendo la dea dei noviluni, era la divinità delle Calende (mentre a Giove erano sacre le Idi). Era l’antica divinità del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare, la quale assunse, in seguito, le funzioni di protettrice dello Stato: dagli antichi Romani, infatti, fu gradualmente sovrapposta a Era della mitologia greca, divenendo la moglie di Giove, quindi la più importante divinità femminile. Figlia, come Giove, di Saturno e Opi, corrispondenti nella mitologia greca a Crono e Rea. Giunone era anche la protettrice degli animali, in particolare era a lei sacro il pavone e la capra.

 

Epiteti

 

Regina, madre dello Stato e dea di ogni donna romana, come membro della collettività (che poi aveva una sua Juno personale, cioè il genio della persona stessa)

 

Moneta. In suo onore erano stati eretti templi, nei quali veniva venerata come Moneta (“colei che ammonisce”, a cui era dedicato il tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio), e in questo ruolo si sarebbe distinta salvando i romani durante l’assalto portato dai Galli nel IV secolo a.C..

 

Lucina.Giunone Lucina proteggeva le nascite e i bambini: in suo onore venivano celebrate le Matronalia e le feste Caprotine il 7 luglio.

 

Pronuba, protettrice dei matrimoni

 

Sospita, ausiliatrice

 

Curiti

 

Viriplaca.

 

 

Nemica di Troia

 

Si narra che Giunone fosse nemica giurata dei Troiani per tre motivi mitici:

 

Il torto subito da Paride perché aveva dato la mela della bellezza a Venere anziché a lei.

Il rapimento di Ganimede da parte di Giove, che ne fece il suo amante e il coppiere degli Dei.

La profezia che si racconta nell’Eneide, secondo la quale la sua città prediletta, cioè Cartagine, sarà distrutta dai discendenti di Troia e quindi i Romani.

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