Nel segno dell’ambiente e della rinascita della Natura: Laura Lorenzini Nadine interpreta il mito celtico della dea Ostara.

 

 

Un disegno a matita acquerellabile dedicato alla Madre Terra per richiamare il significato ancestrale e profondo del ciclo della Natura.

Laura Lorenzini Nadine interpreta il mito della dea Eostre/Ostara su cartoncino, oltre che in una delle sue consuete performance fotografiche, sapientemente immortalata dagli scatti di Melody Esse.

Ancora una volta un mito a forte vocazione ambientale, dedicato alla ripresa e al risveglio della Natura, dopo il periodo di una seppur feconda catalessi invernale.

Risveglio, ripartenza, ripresa. Un messaggio di speranza e di gioia che soltanto chi ama e vive la Natura può apprezzare.

 

“La dea Eostre/Ostara”, spiega l’artista apuo-versiliese Laura Lorenzini Nadine,  “appartiene al pantheon delle divinità nordiche. Si può ricollegare alla rinascita della vita, alla fertilità, al riattivarsi della Natura, al rinverdire dei campi e ai cicli di semina e raccolta delle messi”.

“A Ostara”, prosegue Nadine, “risalgono eventi che hanno luogo in primavera come l’Equinozio di Primavera  e la Luna della Lepre”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamo che a Eostre/Ostara si può riconnettere, appunto, anche la lepre e le stesse uova proprie del periodo pasquale. Peraltro, in un periodo ormai lontano le uova di serpente e quelle di gallina venivano decorate e donate quale augurio e simbolo di fertilità.

La dea Ostara è festeggiata il giorno dell’equinozio di primavera e questo fa parte degli otto eventi che ricorrono durante l’arco dell’anno e che rappresentano la ciclicità della vita. Il nome ‘Eostre’ può rimandare alla radice indoeuropea relativa alla semantica del ‘brillare’. Ciò prova il collegamento della divinità con la fertilità e il processo di rinascita, vista anche la simbologia legata al sole e all’alba.

 

“Ho rappresentato la madre terra Ostara con le mani rivolte all’insù verso il cielo”, sottolinea Laura Lorenzini, “Il colore dominante è il verde erba, mentre i monili della dea  sono raffigurati in una modalità di verde più scura. I capelli sono mossi, come se fossero di edera, il capo della dea è bicoronato: abbiamo una corona di fiori color rosa e, al di sopra, una regale corona d’oro che conferisce maestà e importanza alla dea del risveglio della Natura”. La divinità reca in mano la scritta ‘Ostara’”.

“Inoltre”, prosegue Nadine, “sottolineo l’espressione particolare e serena della divinità, raffigurata con gli occhi chiusi. Gli accessori floreali, una collana e tre fiorellini, le conferiscono un’austera semplicità. Un piccolo ruscello sgorga poi all’altezza della vita della dea e, scendendo, va ad ingrandirsi. E’ l’elemento acqueo che alimenta e dà la vita”.

“Nel disegno”, conclude l’artista, è evidente inoltre il richiamo all’elemento terrestre rappresentato dal cervo che osserva Ostara, mentre, a sinistra, si può notare il germano che sta a significare l’elemento terracqueo. Nel cielo, intanto, si attendono le rondini, che richiamano l’elemento-aria, provenienti da lidi esotici e lontani”.

 

Laura Lorenzini ‘Nadine’, classe 1988, ha vissuto parte della sua infanzia e della sua adolescenza a Carrara e raffigura da tempo miti e leggende. Molto attenta ai significati esoterici, sviluppa la sua arte legata a miti e leggende popolari, italiane ed europee. Ha dedicato alla terra della sua infanzia lavori come “La Sirena Apuana”, “Il Linchetto”, “La Grassina”, “Il Satiro Mezzacapra”, “Il licantropo delle Apuane”, “La Fata apuana”.

 

Alcune altre significative opere della giovane artista carrarina sono: “L’Incantatrice”, “Energie esoteriche”, “Pia de’ Tolomei”, “Matelda”, “La Chimera di Arezzo”, “La Sirena di Viareggio”,  “Ecate misteriosa” e “Madama Butterfly”.

 

Dei disegni a carboncino di Laura Lorenzini Nadine si è parlato negli ultimi anni anche oltre i confini del nostro paese: in Argentina, nella città di Rosario, grazie all’interesse di una trasmissione dedicata agli italiani all’estero, “Voce alla Radio”, programma che trasmette su “Radio Rosario”; negli Stati Uniti, dove Live-Feeds.com ha dedicato un articolo al carboncino su carta intitolato “La Grassina” e, infine, nel Regno Unito e precisamente nella città di Birmingham, dove il “The Birmingham Press” ha scritto dell’opera “La Magia della Luna, ovvero la leggenda del vampiro di Birmingham”, particolare disegno che ritrae il vampiro di Ward End.

 

 

 

 

 

 

 

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