12 Novembre 2003 – 12 Novembre 2019
Nassirya, Iraq, ore 10.40. Un camion cisterna pieno di esplosivo, guidato da 2 kamikaze, scoppia davanti la base militare “Maestrale”. L’attentato provoca 28 morti: di questi 19 sono italiani. Il contingente italiano della missione “Antica Babilonia” è impegnato in operazioni di peacekeeping: ovvero ricostruzione, mantenimento dell’ordine pubblico e addestramento della nuova polizia irachena. Si parlò molto di guerra in quel periodo sull’ onda di emozioni che scaturirono da questo bagno di sangue. Come sempre l’Italia era divisa: chi voleva la presenza dei nostri militari e chi avrebbe preferito farli ritirare. Giorni, mesi, anni in cui anche la politica italiana non riusciva a dare risposte concrete a questo scottante tema. Nel caleidoscopio di parole, emozioni, frasi e immagini risaltò uno slogan offensivo e radicale: 10 100 1000 Nassirya. Con queste parole si urlava il dissenso totale verso la presenza dei militari italiani in Iraq. Parole che sono state ripetute nel tempo e vergate sui muri. La stessa galassia della sinistra radicale si divise su questi slogan urlati nei cortei. Speriamo che quest’anno nessuno voglia esprimere la contrarietá alla presenza di militari italiani usando slogan macabri e offensivi. La violenza dell’antiviolenza spesse volte è ancora più cruda e deleteria.

fonte simone sartini

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