Nasce “Usa e getta? No, grazie”

di Claudio Vastano

Si tratta di una campagna d’informazione promossa da Legambiente, la storica associazione di volontariato a tutela dell’ambiente, che ha per scopo la messa al bando di certi prodotti (per l’appunto, quelli annoverati fra gli usa e getta) responsabili dell’inquinamento dei mari.

Nel corso del 2018, Legambiente ha monitorato circa 80 spiagge, recuperando oltre 50.000 rifiuti, con una media di più di 600 oggetti per ogni 100 metri quadrati di litorale. La gran parte dell’immondizia trovata è costituita da plastica e, di essa, circa un rifiuto su tre è stato creato per essere cestinato subito dopo l’uso.

In particolare, i volontari dell’associazione hanno avuto a che fare con bottiglie di plastica con i relativi tappi, di fatto l’articolo più diffuso sulle spiagge italiane. Il dato non dovrebbe sorprendere, visto che l’Italia è il primo consumatore in Europa (e il secondo in tutto il mondo) di acqua imbottigliata. Si calcola che ogni anno, nel nostro Paese, transitino qualcosa come otto miliardi di bottiglie di plastica, pari al 17% di tutte quelle consumate in Europa.

Le buste (anch’esse di plastica) detengono invece il primato fra i rifiuti galleggianti dei nostri mari (secondo le stime di Goletta Verde).

Il lancio della campagna di sensibilizzazione è avvenuta a Ostia, dove –nel bel mezzo della spiaggia dello stabilimento balneare plastic free del Mediterranea- sono apparti un enorme piatto con tanto di posate, bottiglia e cannuccia.

 

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