MUSEO DEL LAVORO E DELLE TRADIZIONI POPOLARI DELLA VERSILIA

POTENZIATA LA FRUIBILITÀ DEL MUSEO GRAZIE AL PROGETTO RACINE

Virtual tour e QR code per una visita estesa al territorio

SERAVEZZA – Nuove opportunità di crescita per il Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica ospitato a Palazzo mediceo, grazie alle opportunità offerte dal progetto Racine.

Stamani (sabato) a Palazzo Mediceo la presentazione delle novità che interesseranno il Museo, alla presenza dell’assessore Valentina Mozzoni, del direttore della Fondazione Terre Medicee Davide Monaco, di rappresentanti di Provincia e ANCI.

RACINE, Rete in Azione per Conservare e valorizzare il patrimonio e l’IdeNtità CulturalE, è un progetto di durata triennale, avviato ad aprile 2019, con un budget complessivo che ammonta a 2.228.744 euro, finanziato per l’85% dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

L’obiettivo è di valorizzare il rapporto tra patrimonio culturale e comunità in zonee periferiche dell’area transfrontaliera marittima Italia-Francia, interessando Toscana, Corsica, Liguria, Sardegna e regione Sud francese. Un’area di transizione tra il mare e l’entroterra, costellata di piccoli musei, custodi di storia e di tradizioni locali.

Come il Museo seravezzino che, inaugurato nel 1996, propone uno spaccato della Versilia storica del passato, attraverso la raccolta di circa duemila oggetti e la creazione di ambienti di lavoro e di vita domestica che permettono di gettare uno sguardo sul passato, invitando al contempo ad acquisire consapevolezza sulla storia del territorio e su un patrimonio che merita tutela.

Il progetto ha consentito di effettuare interventi di miglioria dal punto di vista degli arredi, di creare una rete wifi accessibile liberamente, di installare un sistema di videosorveglianza sugli accessi, ma anche di potenziare l’offerta dal punto di vista tecnologico.

Sono infatti a disposizione dei visitatori audioguide in italiano e inglese così da offrire ai visitatori un’esperienza di visita più completa, oltre alla creazione di una rete di codici QR che, inquadrati con il proprio smartphone, permettono di accedere a ulteriori contributi.

Sempre un QR code, posizionato all’ingresso del museo, consente una visita virtuale che può essere proseguita, scaricando il link, anche una volta fuori dal palazzo. Lo stesso virtual tour (destinato ad essere arricchito e a divenire un vero e proprio catalogo virtuale), sarà consentito a tutti, accedendo semplicemente al sito web www.museolavoroseravezza.it.

Sempre dei codici QR offrono poi la possibilità di “uscire” sul territorio, proponendo ai visitatori degli approfondimenti video tematici, ad esempio conoscendo i segreti sulla realizzazione dei muri a secco, il patrimonio delle marginette votive presenti in gran numero sul territorio e, ancora, le tecniche di coltivazione degli olivi e dei castagni, con la lavorazione dei loro frutti.

Per i più giovani, sono particolarmente utili le schede tratte dal libro di Lido Gherardi dal titolo “Vita e lavoro della gente dei monti” che, grazie a immagini e testi sintetici, permettono un accesso facilitato ai contenuti.

“Un percorso ricco e suggestivo – commenta Vanessa Bertonelli, assessora alla cultura – per conoscere il nostro passato e avere piena consapevolezza di quante testimonianze conserva il territorio, con un chiaro intento di promozione turistica e di sensibilizzazione per la tutela delle tradizioni e dei manufatti ancora presenti”.

Un elemento di suggestione è il sottofondo audio presente in alcune stanze, come quella degli usi e costumi dove la ricostruzione di una camera da letto d’altri tempi propone una ninna nanna recitata dall’attrice Elisabetta Salvatori; nella sala dell’agricoltura la voce di Ezio Marcucci, grande cultore della storia locale, riporta ai maggianti; il video dei lavori in cava ha il sottofondo della buccina, la particolare tromba usata dai cavatori, la lavorazione del marmo ripropone il suono della fresa.

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