In un anno è cambiato il mondo, letteralmente, per tutti noi.

Ma ad un ragazzo la vita è cambiata non per colpa di un virus, ma per le sue idee di libertà e giustizia sociale.

 

Patrick Zaki è un ragazzo egiziano, nato nel 1991, che si era trasferito in Italia per frequentare un master internazionale in Studi di Genere presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, lavorando, inoltre, come ricercatore sui diritti umani.

 

Il 7 febbraio, non appena atterrato all’aeroporto del Cairo, per un breve soggiorno in visita ai parenti, veniva arrestato. I capi d’accusa formulati nel mandato d’arresto sono: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo.

Eppure Patrick era soltanto uno studente ed un attivista che difendeva i diritti umani;

 

Patrick Zaki durante la sua reclusione nelle carceri egiziane è stato minacciato, picchiato, torturato e sottoposto all’elettroshock. È in questo modo che la macchina della repressione egiziana reprime il dissenso.

 

E’ notizia recente che il Tribunale del Cairo ha prolungato ulteriormente la sua carcerazione di 45 giorni, senza poter vedere suo padre all’ospedale.

 

Riteniamo che vada assolutamente dato un segnale di vicinanza a un giovane ricercatore dell’Università di Bologna, impegnato in importanti iniziative a favore dei diritti umani, per dare un  segnale di solidarietà e vicinanza nei confronti di tutti coloro che, in molte Nazioni con governi dittatoriali e antidemocratici, vengono ingiustamente detenuti e condannati solo perché sospettati di far parte di associazioni e movimenti che si battono per i diritti civili e politici.

 

Alla luce di questa tremenda vicenda, e nel tentativo di esercitare pressioni su chi oggi ha la responsabilità ed il compito di provare a salvare la vita di Patrick, riteniamo atto doveroso, significativo e dal forte impatto, difendere i diritti politici, i diritti individuali, la libertà di pensiero e di espressione di cui oggi Patrick Zaki è simbolo, concedendo a quest’ultimo la cittadinanza onoraria del Comune di Pietrasanta e di farsi promotori affinché venga concessa la cittadinanza italiana

 

Ettore Neri

Capogruppo PD

 

Nicola Conti

Consigliere PD

 

Lorenzo Borzonasca

Capogruppo “Insieme per Pietrasanta”

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