Morto Enzo Boschi, che ordinò l’evacuazione della Garfagnana nel freddissimo inverno del 1985

di Daniele Vanni

 

 

E’ morto il geofisico Enzo Boschi, per oltre un decennio, alla guida dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Avrebbe compiuto 77 anni in febbraio.

Nato il 27 febbraio 1942 ad Arezzo, Boschi è stato per un lunghissimo periodo la ‘voce’ italiana della ricerca in materia di terremoti e quindi legato per forza alla nostra terra tellurica per eccellenza, la Garfagnana.

Proprio qui, fu al centro di vicende discusse e discutibili, vicende difficili e scomode, anche se parliamo di un terreno ancor oggi così opinabile come la previsione dei terremoti.

Da noi per pericolo e nella convinzione che si fosse vicini al ripetersi del disastroso terremoto di Villa Collemandina del 7 Settembre 1920, dette il via all’evacuazione della Garfagnana a scopo cautelativo, che creò disagi infiniti, dimostrando anche l’impreparazione di fronte ad un evento del genere che per fortuna non si verificò affatto!

Forse fu per questa esperienza che, per contrappasso! si trovò poi al centro di processi per aver sottovalutato la possibilità di un terremoto, che invece avvenne, eccome! a L’Aquila nel 2009: Come dire: da un processo per procurato allarme ad un altro per avere sottovalutato il pericolo!

Eppure non è che mancasse di titoli: laureato in Fisica a Bologna, aveva proseguito gli studi in Gran Bretagna, in Francia e negli Stati Uniti. Rientrato poi in Italia, nel 1975 aveva avuto la cattedra di Sismologia nell’Università di Bologna e nel 1982 era  anche entrato a far parte dell’Accademia dei Lincei. Da lì, i prestigiosissimi e prestigiosi cariche e ruoli nelle più importanti istituzioni scientifiche italiane:  membro, nel 1983, della Commissione Grandi Rischi, poi a capo dell’INGV e quindi nel 1989  entrava a far parte del Consiglio Nazionale Geofisico del ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica.

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