Monte Costa: mettere in sicurezza i versanti per favorirne l’integrazione storico-culturale e turistica con l’area Medicea20171122_cave-monte-costa

Con i cittadini del Comitato Monte Costa l’Amministrazione Comunale
condivide la stessa idea di prospettiva culturale e turistica per
Seravezza. Lo testimoniano gli enormi sforzi compiuti negli ultimi
quindici anni per il recupero e la valorizzazione dell’Area Medicea e
l’investimento continuo nella promozione delle attività artistiche e
culturali. Il prossimo passo è quello di mettere in definitiva
salvaguardia il bene Unesco ed ampliarne il raggio d’azione, dando a
medio-lungo termine un orizzonte di tipo culturale anche alle storiche
aree di cava sovrastanti e agli spazi che si aprono sul retro di Palazzo
Mediceo, oggi indisponibili ed instabili per la presenza di enormi
quantità di detriti di cava. C’è piena consapevolezza che per costruire
questo domani occorrerà compiere oggi un sacrificio, legando per un certo
periodo di tempo lo smantellamento dei ravaneti e la messa in sicurezza
dei versanti alla riattivazione di alcune piccole cave. L’Amministrazione
Comunale e gli uffici municipali stanno seguendo da mesi con il massimo
scrupolo l’iter autorizzativo di queste attività, cercando di limitarne il
più possibile l’impatto e fissando valide regole di controllo e verifica
in corso d’opera. L’obiettivo finale dell’Amministrazione Comunale è
comunque fin d’ora ben delineato ed è quello, esaurita l’attuale fase,
della definitiva esclusione del Monte Costa dal perimetro delle aree
estrattive disegnato dalla Regione Toscana, puntando alla valorizzazione a
fini ambientali, paesaggistici e culturali di un territorio finalmente
recuperato alla pubblica fruizione e in piena sinergia con l’Area Medicea.

Una sorta di “museo a cielo aperto”: è questa la prospettiva indicata dal
vicesindaco e assessore all’urbanistica Valentina Salvatori.
«L’Amministrazione Comunale comprende le preoccupazioni dei cittadini e
ritiene importante che su questo tema ci sia attenzione e dibattito»,
dichiara Salvatori. «Siamo sempre pronti e disponibili al confronto e
saremmo stati felici, se avvisati, di incontrare ed accompagnare il
consigliere regionale del M5S Giacomo Giannarelli nella sua recente visita
al monte Costa. È importante infatti condividere in tutte le sedi ed
approfondire i termini della questione, che poggia sostanzialmente su due
punti fermi: la legittimità del privato a svolgere attività di cava nelle
aree del Monte Costa classificate dalla Regione Toscana come estrattive;
l’interesse pubblico di giungere alla messa in sicurezza dei versanti
attraverso l’eliminazione e la stabilizzazione dei ravaneti. Tutto il
lavoro degli uffici comunali in questi mesi è finalizzato a compenetrare
al meglio queste due realtà, seguendo con scrupolo una procedura resa
ancor più complessa proprio dalla prossimità fra monte, centro abitato ed
area Unesco. In forza di una precisa scelta politica compiuta nel recente
passato dall’Amministrazione Comunale (l’inserimento del Monte Costa
all’interno delle aree contigue del Parco delle Apuane) si è potuto ad
esempio imporre nell’attuale iter riguardante la Cava Medicea
l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica, inizialmente non
prevista. Questa è innanzitutto un rilevante strumento di approfondimento
nell’ambito della procedura in corso. Ma anche, in prospettiva, un
elemento che consentirà di gestire in modo puntuale le successive fasi di
controllo sull’attuazione del progetto. Altrettanta attenzione è dedicata
al tema dell’impatto acustico e del traffico, con l’intento di garantire
la migliore gestione delle criticità legate agli impatti durante le fasi
di lavorazione».
COMUNICATO STAMPA
Seravezza, 22 novembre 2017

Monte Costa: mettere in sicurezza i versanti per favorirne l’integrazione
storico-culturale e turistica con l’area Medicea

Con i cittadini del Comitato Monte Costa l’Amministrazione Comunale
condivide la stessa idea di prospettiva culturale e turistica per
Seravezza. Lo testimoniano gli enormi sforzi compiuti negli ultimi
quindici anni per il recupero e la valorizzazione dell’Area Medicea e
l’investimento continuo nella promozione delle attività artistiche e
culturali. Il prossimo passo è quello di mettere in definitiva
salvaguardia il bene Unesco ed ampliarne il raggio d’azione, dando a
medio-lungo termine un orizzonte di tipo culturale anche alle storiche
aree di cava sovrastanti e agli spazi che si aprono sul retro di Palazzo
Mediceo, oggi indisponibili ed instabili per la presenza di enormi
quantità di detriti di cava. C’è piena consapevolezza che per costruire
questo domani occorrerà compiere oggi un sacrificio, legando per un certo
periodo di tempo lo smantellamento dei ravaneti e la messa in sicurezza
dei versanti alla riattivazione di alcune piccole cave. L’Amministrazione
Comunale e gli uffici municipali stanno seguendo da mesi con il massimo
scrupolo l’iter autorizzativo di queste attività, cercando di limitarne il
più possibile l’impatto e fissando valide regole di controllo e verifica
in corso d’opera. L’obiettivo finale dell’Amministrazione Comunale è
comunque fin d’ora ben delineato ed è quello, esaurita l’attuale fase,
della definitiva esclusione del Monte Costa dal perimetro delle aree
estrattive disegnato dalla Regione Toscana, puntando alla valorizzazione a
fini ambientali, paesaggistici e culturali di un territorio finalmente
recuperato alla pubblica fruizione e in piena sinergia con l’Area Medicea.

Una sorta di “museo a cielo aperto”: è questa la prospettiva indicata dal
vicesindaco e assessore all’urbanistica Valentina Salvatori.
«L’Amministrazione Comunale comprende le preoccupazioni dei cittadini e
ritiene importante che su questo tema ci sia attenzione e dibattito»,
dichiara Salvatori. «Siamo sempre pronti e disponibili al confronto e
saremmo stati felici, se avvisati, di incontrare ed accompagnare il
consigliere regionale del M5S Giacomo Giannarelli nella sua recente visita
al monte Costa. È importante infatti condividere in tutte le sedi ed
approfondire i termini della questione, che poggia sostanzialmente su due
punti fermi: la legittimità del privato a svolgere attività di cava nelle
aree del Monte Costa classificate dalla Regione Toscana come estrattive;
l’interesse pubblico di giungere alla messa in sicurezza dei versanti
attraverso l’eliminazione e la stabilizzazione dei ravaneti. Tutto il
lavoro degli uffici comunali in questi mesi è finalizzato a compenetrare
al meglio queste due realtà, seguendo con scrupolo una procedura resa
ancor più complessa proprio dalla prossimità fra monte, centro abitato ed
area Unesco. In forza di una precisa scelta politica compiuta nel recente
passato dall’Amministrazione Comunale (l’inserimento del Monte Costa
all’interno delle aree contigue del Parco delle Apuane) si è potuto ad
esempio imporre nell’attuale iter riguardante la Cava Medicea
l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica, inizialmente non
prevista. Questa è innanzitutto un rilevante strumento di approfondimento
nell’ambito della procedura in corso. Ma anche, in prospettiva, un
elemento che consentirà di gestire in modo puntuale le successive fasi di
controllo sull’attuazione del progetto. Altrettanta attenzione è dedicata
al tema dell’impatto acustico e del traffico, con l’intento di garantire
la migliore gestione delle criticità legate agli impatti durante le fasi
di lavorazione».


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