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lcuni, a dire il vero penso pochi, ricorderanno le perle di saggezza catto snob della sempre più antipatica Boldrini che nel 2013 si lanciò in una vera e propria crociata contro i concorsi di bellezza, rei di ridurre la donna a mera merce, carne da banchetto.

“… spero che le ragazze italiane per farsi apprezzare possano avere altre possibilità che non quella di sfilare con un numero. Le ragazze italiane hanno altri talenti”.

“Solo il 2% delle donne in televisione esprime un parere, parla. Il resto è muto, spesso svestito, e non ha modo di esprimere un’opinione”.

Il tempo passa e soprattutto la nostra amata Boldrini ha avuto modo e tempo di andare in televisione vestita ed ha espresso opinioni, seguita da un bel numero di colleghe, facendo rimpiangere la più oca delle oche tra le miss di tutto il mondo. Poniamo un velo pietoso sull’uscita infelice ed infantile della neo Miss Italia, ma sempre più si accendono dibattiti tra il connubio e sinergia di bellezza e intelligenza. Sfortunatamente intelligenza e bellezza non sono sinonimi, come del resto nemmeno ignoranza e bruttezza. Dicono sia il caso e forse il codice genetico a determinare l’abbinamento di questi fattori. Certamente, come in tutte le cose, la classe sociale ed i fattori esterni contribuiscono ad evidenziare o attutire alcuni tratti, sia somatici che psichici, ma fondamentalmente chi nasce cerchio non diventerà mai quadrato e viceversa. Per una persona di aspetto piacente basta un sorriso smagliante per apparire simpatica, ma alla fine simpatia ed antipatia sono caratteristiche intrinsiche che riescono a mostrarsi nella sua vera forma in tempi abbastanza brevi. Si dice che la bellezza sia negli occhi di chi guarda e mai frase è più falsa, o perlomeno politicamente corretta. La bellezza fisica è  bellezza, punto, con canoni e semi dogmi che variano a seconda dello status quo vigente e della società in cui viviamo. In alcune società tribali abbiamo esempi di bellezza che fanno inorridire l’uomo moderno, ma contestualizzati in quel micro cosmo prendono valore. Troppo semplicistico e tecnicamente errato prendere l’esempio della madre che vede la bellezza in ogni figlio o lo sposo che giudica la sua dolce metà la stella più brillante dell’universo: quello è amore, puro, nobile e potente amore ma con la bellezza fine a se stessa non ha nulla da spartire. Una persona può ispirare pensieri peccaminosi, emanare profumi che inebriano i sensi ed avere atteggiamenti che risvegliano i morti, ma tutto questo esula dalla bellezza. La bellezza fisica è bellezza, annullando qualsiasi teoria sulla soggettività. In questo contesto nascono e si sviluppano i concorsi di bellezza, alcuni puri e crudi altri diventati una sorta di ibrido da laboratorio. Chi partecipa ad un concorso di bellezza dovrebbe essere giudicata sulla bellezza, non sulle doti interne, sull’intelligenza o la cultura più o meno elevata. Sovente accade che in molti concorsi le vincitrici non facciano molta strada mentre alcune comparse arrivate esime raggiungono risultati gratificanti nel campo della moda e della TV. Potrebbe sembrare un esempio lampante di come la bellezza richieda di essere supportata da un’adeguata preparazione culturale, cosa che non sempre è veritiera, visto che le varianti per fare successo in questo campo sono moltissime, alcune addirittura esterne dalla ragazza stessa. I concorsi di bellezza, intendo chiaramente quelli puri, organizzati seriamente, mettono sul palco molte ragazze; alcune oggettivamente belle, altre semplicemente piacevoli. Non sempre, e questo è bene chiarirlo, vince la più bella, quella che senza ombra di dubbio risplende rispetto alle altre, vuoi perchè non sempre esiste questa stella tra le stelle, vuoi che l’oggettività della bellezza può essere influenzata dalla bonaria soggettività dei giudici. Cosa accade alle esime, quelle che non riescono a piazzarsi e sembrano estromesse dai giochi? Spesso non è una fascia che rende immortali, come non è una vittoria a spianare la strada: sfilare sul palco regala una corona molto più preziosa delle altre: rende sicure, in molti casi riesce a far superare quei piccoli ma immensi ostacoli che possono anche intralciare l’incedere quotidiano. Cosa sia realmente la bellezza fisica non è dato saperlo, dalla religione alla filosofia, passando dalla scienza all’arte, sono state date mille definizioni ed altre mille arriveranno in futuro. Bellezza e intelligenza, ma se risulta quasi impossibile definire la bellezza impresa ancor più ardua è definire e riconoscere l’intelligenza. Se la nuova Miss Italia fosse più intelligente, ma molto più intelligente di quello che ha dimostrato? Ai posteri l’ardua sentenza, anche se fondamentalmente m’importa ‘na sega.

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