Migrazioni globali? Colpa del clima

Di Claudio Vastano

 

Secondo uno studio recentemente pubblicato dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del CNR esisterebbe una stretta correlazione fra l’andamento dei flussi migratori provenienti dai Paesi del Sahel (Senegal, Mauritania, Gambia, Burkina Faso, Mali, Chad, Sudan, Niger, Nigeria ed Eritrea) e il cambiamento climatico.

 

 

 

 

Il global warming provoca siccità, inaridimento dei campi e scarsità dei raccolti, cause scatenanti per la gran parte delle migrazioni a cui stiamo assistendo da alcuni anni a questa parte.

 

 

 

 

Antonella Pasini, ricercatore del CNR-Iia, ha spiegato che “nello specifico abbiamo utilizzato un semplice modello lineare e un altro -più sofisticato- di intelligenza artificiale. Quest’ultimo è un sistema a rete neurale recentemente sviluppato dal nostro gruppo, che è in grado di evidenziare cambiamenti non graduali ed effetti del superamento di determinate soglie nelle variabili meteo-climatiche.

 

 

Con il modello a rete neurale siamo stati in grado di spiegare quasi l’80% della variabilità nelle correnti migratorie verso l’Italia, prendendo in considerazione i soli dati meteo-climatici, per causa diretta e per influenza sull’ammontare dei raccolti annuali.”

Finora le migrazioni sono state imputate in primo luogo a conflitti interni, e solo secondariamente ai mutamenti ambientali. Questa ricerca tenderebbe invece a dimostrare che la “forza propulsiva” del fenomeno potrebbe trovare nel tanto citato riscaldamento globale la sua causa principale.

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