Mercatini di Natale o mercatini di prodotti cinesi? Grandi eccezioni, Barga e Borgo a Mozzano

Via Sarzanese lasciata per ore ed ore piena di cartacce e sacchetti, cartoni, scatole e resti vari del mercato

 

di Daniele Vanni

 

Siamo nei giorni nei quali si approssima il Natale e quindi ecco la girandola dei Mercatini, quelli nazionali o regionali che ormai si sono fatti girovaghi e non aspettano più i gitanti dell’acquisto in Trentino o in Austria, (come quello Piemontese che sta per calare in Piazza S. Maria a Lucca) e quelli locali, sui quali merita fare una riflessione, perchè nelle recenti domeniche abbiamo fatto un giro in diverse parti della Toscana, da Pietrasanta, a Pescia, da Montecatini ad alcuni capoluoghi di provincia e vi abbiamo colto un’allarmante omogeneità!

In pratica, ci è sembrato che i Cinesi abbiamo fatto un’operazione gigantesca, e commercialmente perfetta! assumendo una miriade di venditori italiani, per vendere gli addobbi dell’Albero o le statuine (ormai tutte di oxolite, fatte in Cina e  con Bagni di Lucca, Pian di Coreglia, Ghivizzano, patrie delle statuine di gesso…) per fare il Presepio per comprare quelle che i Romani chiamavano “strenne“!!!

Già le strenne che non avevano un valore commerciale, perchè i Saturnalia romani, da cui traggono origine le Feste Natalizie,  insieme ai Lupercalia, le feste maggiori dell’anno, avevano una valenza religiosa, per noi ormai relegata in un angolo, quando non addirittura: dietro l’angolo!

Allora per augurare buona salute nel momento più freddo dell’anno, quando le scorte magari languivano e la primavera era ancora lontana, si “augurava” buona salute, ricordando Strenia, una divinità forse di origine sabina,  legata proprio al concetto di “salute” e forza (anche noi diciamo: strenuo) quella che ci auspichiamo facendo appunto gli “auguri” un gesto magico, come il “buongiorno” di cui non ci rendiamo più conto.

Allora si regalava solo un fascio di rami di verbena (pianta che si scopre oggi, forse avere capacità antitumorali!) o anche dei fasci di vimini, da cui deriva la scopa della Befana che è strettamente imparentata con Strinia, le streghe…erbe e rami (come i nostri di vischio, che abbiamo ereditato dai Celti) o quelli di abete, che venivano presi in un bosco sacro alla Dea.

Oggi è…leggermente diverso: tutto un correre ad acquistare, una frenesia di comprare..non si Sto arrivando! neppure perchè! L’importante è non essere esclusi da questo accaparramento, che nell’ultimo weekend ha trasformato la Via Sarzanese a S. Anna in una discarica! (con l’intervento del Sistema Ambiente posticipato al giorno successivo, lasciando per ore ed ore quel bello spettacolo di carte, cartoni, sacchetti etc. quando poi s’invita  pressantemente il cittadino a fare la raccolta differenziata ed a tenersi in casa il pattume e lo si multa se si sbaglia nella raccolta differenziata, di materiale che poi non ha mercato. Ma questi sono problemi delegati ad altri. Il cittadino intanto compra! E lo si fa per ogni festa, sia S. Valentino o quella della Mamma, per Pasqua, come a Natale.

E vedendo questi mercatini “toscani”, abbiamo colto questa identicità: si tratta per il 90%,(a voler essere buoni, visto che è Natale!) sia che ci si trovi in Versilia o a Firenze o sull’Appennino di prodotti “Made in China”!

E altra riflessione, di fronte al ritardo della pulizia della Via Sarzanese, che ci veniva di fare, era questa: non sarà per tutto questo andazzo di cose, che intanto tutti i bar di questa “arteria” lucchese (strozzata da posteggi molto discutibili e da una discutibilissima pista ciclabile, dalla moda delle rotonde, ed un semaforo di cui quasi nessuno si serve, vista l’affluenza delle vie laterali) come in via vicine, da Lucca fino a Maggiano, perchè poi non ve n’è più! sono diventati tutti, come la roba delle bancarelle “natalizie”: cinesi??!

Vere eccezioni, in senso positivo, i mercatini di Barga e di Borgo a Mozzano ai quali dedichiamo, come meritano, due articoli tuttoi per loro!

Share