Mentre ci avviciniamo alla “fase 2” è fondamentale che sia elaborato un piano per la riapertura delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo.
Sembra complesso per i bimbi più piccoli ? Certo ! Ma ora che i genitori torneranno a lavoro a chi lasceranno i bambini ? Teniamo conto poi che i “Benedetti” nonni sono i soggetti più fragili e sarebbe bene non esporli a rischi.
È assolutamente necessario allora che il Governo consideri la scuola quale elemento cardine di un progetto di ripartenza. Che elabori un modello che metta in campo soluzioni per la sicurezza e risorse per applicarle.

Oltre al valore educativo e culturale della scuola che non può essere certo sostituito con proposte “on-Line”, c’è da considerare che i bimbi hanno bisogno di riallacciare le proprie relazioni sociali, di muoversi in spazi più ampi, di sviluppare la propria autonomia.

So bene che la scommessa è complessa e tira in ballo spostamenti, insegnanti, personale scolastico e via discorrendo ma se non cominciamo a considerare la scuola come un ingranaggio fondamentale del progetto di ripresa potremmo ritrovarci, appena partiti, con un motore che ci lascia in panne.
MARIO PUPPA

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