Meno emissioni di gas serra? E’ l’effetto COVID-19

 

di Claudio Vastano

 

Il 2020 si chiuderà, probabilmente, con la minor quantità di anidride carbonica mai immessa nell’atmosfera durante l’ultimo ventennio.

E’ una diretta conseguenza del rallentamento delle attività umane causata dalla pandemia da coronavirus. Questo calo, tuttavia, potrebbe rivelarsi di breve durata a causa dell’assenza di un piano strutturale di decarbonizzazione a lungo termine. Secondo il rapporto “10 key trend sul clima –

i dati 2019 in anteprima per l’Italia”, realizzato da Italy for Climate “la pandemia mette a nudo le fragilità della nostra società di fronte alle crisi globali. Senza un processo di decarbonizzazione strutturale, infatti, le emissioni torneranno inevitabilmente a crescere. In Italia, fra l’altro, si è assistito a un aumento delle temperature ancor più marcato che nel resto del mondo Le emissioni di gas serra si sono ridotte di meno dell’1% rispetto all’anno precedente, e abbiamo perso la storica leadership sulle fonti rinnovabili in favore della Germania”.

 

E’ anche vero che nell’ultimo anno abbiamo assistito ad alcuni trend positivi, come la riduzione del costo delle rinnovabili e –soprattutto- la diminuzione della produzione di energia elettrica da carbone (passata da 49 miliardi di kWh del 2012 ai 20 miliardi del 2019).

Il problema più grave, spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è che a questa momentanea riduzione delle emissioni potrebbe far seguito un “rimbalzo” che riporterà in breve tempo i valori della concentrazione di gas serra al livello pre-crisi:

 

 

 

 

 

 

“i dati aggiornati al dicembre 2019 ci mostrano emissioni praticamente stazionarie da circa sei anni. Ciò significa che non è in corso un reale processo di riduzione. La storia ci insegna che dopo una grave crisi economica, e un calo significativo delle emissioni, queste potrebbero tornare a crescere come e forse anche più di prima.

 

Nel 2009 un calo del Pil globale di circa l’1,7% si è tradotto in un calo delle emissioni dell’1,2%. L’anno successivo, tuttavia, con un Pil a più 4,3%, le emissioni sono rimbalzate a più 5,8%”.

 

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