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La questione della fusione tra i piccoli comuni, quelli con un numero di abitanti inferiore ai 5000, rimane tra le questioni più dibattute in Garfagnana. Michele Giannini, il sindaco di Fabbriche di Vergemoli, primo comune nato da una fusione in Provincia di Lucca, e promotore dell’accorpamento tra comuni propone su Facebook una pagina per consultare i cittadini su questo tema così caldo e controverso.

“Dopo quattro anni dall’avvio di quel progetto e dopo che la fusione ha portato e sta portando i suoi benefici, non ultimi quelli di carattere economico, continuo a combattere per il nostro territorio, che non è solo il mio comune ma tutta la Garfagnana. I comuni, così come sono strutturati ora, a detta di molti non hanno più senso: quando sono nati non c’erano le strade, l’energia elettrica, i computer; negli ultimi cinquant’anni il mondo è totalmente cambiato, è normale che oggi debbano adeguarsi anche i comuni. Già è stata depositata dal PD in Parlamento una proposta di legge che pone l’obbligo ai comuni di avere almeno 5.000 abitanti, mentre a livello regionale si pensa addirittura a comuni di 50.000 residenti, fatte salve le opportune deroghe per i comuni montani, mentre la strada avviata sotto il presidente Ciampi, che condividevo appieno, di una normativa a tutela dei piccoli, comprendente un alleggerimento burocratico con risorse ed adempimenti mirati, è stata definitivamente accantonata.”

Giannini sottolinea: “Un amministratore non può limitarsi a guardare al presente, ma deve provare ad interpretare il futuro. Certo, si pensa alla rielezione, ma in primis si deve pensare al futuro della propria comunità, a ciò che servirà a coloro che verranno. Fin da quando proposi il referendum che ha portato alla nascita di Fabbriche di Vergemoli, ho ripetuto che lo facevo non perché lo volevo, ma perché non c’era altra strada. Mi dissero di tutto, lo ammetto, non ultimo che vendevo il mio comune, la mia casa. Il risultato stesso del referendum, promosso nel 2012 ed a cui aderì soltanto Fabbriche di Vallico, non fu mai stato dato per scontato, e l’esito positivo mi caricò di responsabilità ancora maggiori.”

Da queste considerazioni nasce l’idea di sondare il parere dei cittadini e e interrogarli sulla questione. “Con la pagina Facebook, “Meglio Quattro o Uno?”, invito chiunque ad esporre le proprie idee, a dare consigli ed esprimere i propri sentimenti su questa tematica, su come vede la Garfagnana delle fusioni, dove gli attuali 16 comuni rimarranno, forse tra non molto, un piacevole ricordo legato al passato. I consigli e le osservazioni di tutti saranno tenuti in grande considerazione, e mi aiuteranno a capire meglio cosa davvero vuole chi vive sul nostro territorio, ma soprattutto quali possibilità abbiamo davanti. Vuol essere un inizio, informale ma pratico, per valutare a 360 gradi le opportunità che la nostra terra può mettere in campo.”

Poi Giannini conclude: “Alla discussione voglio dare intanto un contributo numerico su cui riflettere: se i comuni della Garfagnana si fondessero in quattro, o tre od un solo nuovo comune, avrebbero contributi per oltre 20 milioni di euro in cinque anni; quante cose potremmo fare e quanto potremmo provare a ridurre la crisi del nostro territorio?”

 

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