Consiglio: Mazzeo, nessuno è libero se le donne non sono libere

 

Il presidente dellAssemblea Toscana ha aperto la seduta dellaula, al centro della quale campeggiano due scarpe rosse sopra una poltrona rosa, celebrando la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in calendario per domani

 

di  Luca Martinelli, 24 novembre 2020

 

Firenze Un paio di scarpe rosse su una poltrona rosa al centro dell’aula del Consiglio regionale. È il simbolo scelto, come ha sottolineato, in apertura dei lavori, il presidente del Consiglio Antonio Mazzeo, per celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebrerà domani. E i consiglieri presenti hanno indossato, a testimonianza del loro impegno contro la violenza, una spilla con il numero 1522, cioè il numero telefonico del Centro unico antiviolenza.

 

“Questa sedia vuota vuole dire soprattutto una cosa: che nessuno di noi sarà mai pienamente libero finché una donna o una ragazza non saranno libere di vivere la propria vita come meglio credono”. Mazzeo ha quindi ricordato i dati del report sulla violenza di genere: negli ultimi 14 anni si sono registrati 177 femminicidi, oltre 12 all’anno, più di uno al mese. “Questo dato drammatico – ha aggiunto il presidente – ci dice che dobbiamo continuare a lavorare sulla rete di supporto regionale, formata oggi da 24 centri antiviolenza, a cui si sono rivolte dal 2010 26mila donne, da 23 case rifugio e dalla rete regionale Codice Rosa, a cui nel 2019 si sono registrati 1.645 accessi da parte di adulti e 305 da minori”.

Mazzeo ha ricordato che su questa emergenza “è piombata violentemente un’altra emergenza, perché le misure di contrasto alla diffusione del virus hanno obbligato, purtroppo, molte donne a vivere costrette in situazioni di violenza psichica e fisica, a cui solo in parte hanno potuto e saputo rispondere i sistemi di prevenzione e di aiuto come le Case Famiglia”. E per fronteggiare questa emergenza, ha detto ancora, “ho chiesto ai consiglieri di indossare la spilla con il numero 1522, perché il Centro unico antiviolenza rappresenta per tante donne una possibile ancora di salvezza e l’Istat, analizzando i dati delle telefonate di aiuti che sono arrivate, ha notato che tra marzo e giugno, nel periodo di lockdown, le chiamate sono aumentate del 119% e che gli accessi alla chat sono quintuplicati”.

Il presidente del Consiglio regionale ha quindi invitato tutti a un doppio impegno straordinario. Il primo impegno richiamato è sul linguaggio “ed è un appello anche ai mezzi di informazione a chiamare le cose col loro nome. Non può esserci la parola amore dietro a una qualsiasi forma di violenza”. Il secondo, “è per noi uomini: l’impegno a non abbassare mai la guardia, a non voltarsi mai dall’altra parte, a essere i primi a dare ascolto e a fare in modo che chiunque usa violenza, fisica e psicologica, venga isolato e denunciato”.

 

La capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, ha chiesto al presidente Mazzeo che la poltrona vuota con le scarpe rosse “resti nell’aula anche domani, perché si tratta di un simbolo importante per tutte le istituzioni e tutti i cittadini”.

 

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