Marlia, Fantozzi (Fdi): “Diamo una sede alla Banda Spettacolo La Campagnola, garantiamo un futuro a 116 anni di storia”
Appello, tramite un’interrogazione, rivolto alle istituzioni per trovare una soluzione il prima possibile
Lucca 25/06/2021 –“Dobbiamo garantire un futuro a 116 anni di storia, diamo una sede alla Banda Spettacolo La Campagnola”. Con queste parole il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi che, su segnalazione del Consigliere comunale di Capannori, Matteo Petrini, presenterà un’interrogazione alla Giunta regionale, lancia un appello rivolto alle istituzioni per trovare una soluzione il prima possibile.
“La Campagnola nasce a Marlia nel 1905 e, da allora, rimane nel territorio di Marlia fino ad oggi. Sempre attiva senza sosta alcuna, è una tradizione del paese all’interno del quale ha svolto un’importante funzione socio-culturale. Famosa soprattutto per le sue majorettes che si esibiscono con spettacoli diversi dalle altre bande folkloristiche: utilizzo di una vasta gamma di strumenti, nastri, ombrelli, cembali, tra questi anche il bastone col fuoco, cambio di costumi ad ogni pezzo, passi e prese di danza -ricorda Fantozzi– Dal 2013 la banda ha perso la prorpia sede storica, sfrattata dalla Chiesa, e da allora si sono mossi da soli, senza mai ricevere aiuti dal Comune. Con aiuti, si badi bene, si intende un locale per le associazioni dove effettuare le prove, tenere il materiale. Ad oggi quindi rischiano di dover chiudere i battenti. La Banda Spettacolo La Campagnola ha, in realtà, uno spazio comunale, in piazza del Mercato a Marlia, ma per è molto piccolo e adatta appena alle riunioni del consiglio direttivo e come magazzino per le divise. Non è certo uno spazio adatto alle attività musicali”.
“Bisogna porre rimedio perché i simboli socio-culturali vanno tutelati e valorizzati non dimenticati –esorta Fantozzi– Ce la metteremo tutta per garantire un futuro a La Campagnola. E, come diceva Antonio Giacomelli, primo presidente della Banda, “i buoni marliesi vedono con piacere la gioventù paesana occupare le ore di libertà, anziché per le bettole e le osterie, nello studio di quella nobile arte che seppe schiudere a tanti nomi la via della gloria””.

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