Mario Turriani (Lega Nord): “Contrario alla proposta PD. Pieve Fosciana non diverrà una frazione di Castelnuovo!”

Argomento caldo resta quello della riduzione degli enti pubblici e della fusione dei comuni, anche

in Garfagnana. Il “sasso” è stato lanciato dalla segreteria PD di Castelnuovo: la fusione tra

Castelnuovo e Pieve Fosciana. A raccoglierlo è il consigliere comunale della Lega Nord Mario

Turriani che ha le idee ben chiare.

“Ho atteso un po’ prima di rispondere all’uscita del PD castelnuovese. Ho atteso perché pensavo

che il diretto interessato, il sindaco di Pieve Fosciana, avrebbe fatto sentire ufficialmente la sua

voce ed avrebbe respinto al mittente quella uscita. Invece devo registrare da parte del sindaco

Angelini il silenzio assoluto, come se la prospettiva di “farsi portare via il comune” o di “farselo

fagocitare” da Castelnuovo non ci riguardasse. Stare zitti su un articolo del genere può significare

che il sindaco di Pieve Fosciana è disposto a veder cancellare dalla mappa dei comuni il comune di

Pieve Fosciana. Il silenzio in casi del genere potrebbe essere anche una manifestazione di assenso

ed un indizio di complicità”.

Lei, è favorevole o contrario alla fusione? “Per quanto mi riguarda, considero assolutamente

improbabile l’ipotesi di far diventare il mio comune una frazione di quello di Castelnuovo. Le

ragioni di questa mia posizione sono tante e vanno dalla storia per arrivare ai giorni nostri. Fosse

ancora vivo, don Lorenzo Angelini, che con i suoi libri ha fatto conoscere la storia di Pieve

Fosciana, provvederebbe sicuramente lui a ricordare che Pieve Fosciana nell’ambito della storia

della valle del Serchio ha rivestito un’importanza di primo piano ed è stata uno dei centri attivi della

diffusione del cristianesimo. Pieve Fosciana era nel Medioevo la capitale religiosa della Garfagnana

e questo suo ruolo le assegnava una posizione di primato nell’ambito della regione. Da questa

posizione di primato Pieve Fosciana è stata scalzata solo quando la Garfagnana è passata sotto gli

estensi ferraresi e il suo posto è stato assunto da Castelnuovo che agiva da capitale del dominio

estense”.

Prosegue Turriani: “Il sindaco Angelini dovrebbe sapere come in antichità Castelnuovo ha trattato

Pieve Fosciana: basterebbe ricordarsi la storia della località “il Muraccio”, che si trova a nord di

Pieve Fosciana. Il “Muraccio”, ricorda nel nome, il muro che fu fatto costruire dai

castelnuovesi–estensi per impedire che chi scendeva dall’Alpe entrasse in Pieve Fosciana e ne

facesse la tappa della sua sosta. Il “muro” bloccava traffici e commerci e li dirottava a Castelnuovo.

Il sindaco Angelini conosce poi la rivoluzione pievarina del 1831. E’ la nostra pagina gloriosa che

merita una adeguata valorizzazione: Pieve Fosciana, in stretta connessione con la rivolta di Ciro

Menotti a Modena, scacciò gli estensi ed innalzò il tricolore. Il primo che fu innalzato in Toscana.

Forse un riconoscimento ufficiale per questa storia il presidente regionale Rossi potrebbe venire a

consegnarcelo. I pievarini di allora se lo sono meritati.

Ai fini nostri è interessante concentrarci sugli effetti che la rivolta del tricolore ebbe. Sconfitto il

moto di Ciro Menotti e tornati gli Estensi, quelli che erano stati attivi nella rivolta furono purgati

duramente. I capi del movimento pievarino furono costretti all’esilio ed alla prigione, ma il Duca

non si accontentò dei capi: l’Estense volle dare una punizione esemplare a tutto il Comune e decise

la soppressione di Pieve Fosciana e la sua aggregazione a Castelnuovo.

Lei fa riferimento a tempi abbastanza lontani … “Quelli erano tempo di tiranni e di sudditi, che si

piegavano al volere dei tiranni. Stavano zitti. Come oggi è stato zitto il sindaco Angelini. Non è che

quest’ultimo si prepari a portare le chiavi del comune di Pieve Fosciana alla sede del PD di

Castelnuovo? No è che nelle sedi del Pd di Castelnuovo imperi ancora una certa mentalità da

padroni estensi? Il sindaco sappia che noi ci opporremo con tutte le nostre forze ed in ogni sede per

evitare a Pieve Fosciana l’onta d’una nuova umiliazione. Noi pievarini siamo sempre quelli del

Tricolore e con il Tricolore difenderemo il nostro comune”.

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