Manutenzione straordinaria al giardino pensile della Torre Guinigi

Areazione al terreno e nuovo substrato per mantenere in salute sette lecci

I sette lecci che animano in modo inconfondibile la sommità della Torre Guinigi e quindi il profilo del panorama di Lucca, sono oggetto in questi giorni di una delicata operazione di manutenzione per la salute delle piante ospitate da secoli nelle strette vasche di contenimento: un piccolo inconfondibile giardino pensile alla sommità dell’edificio di mattoni rossi.

Il leccio (Quercus ilex) rappresenta una delle piante più rustiche e resistenti, capace di vivere in spazi angusti e battuti dagli elementi meteorologici come costoni rocciosi e scogliere mediterranee. Tuttavia la sommità della Torre Guinigi rappresenta condizioni ancora più particolari con l’esposizione a tutti i venti e alle piogge che spazzano e dilavano il poco terreno in cui gli alberi affondano le radici, provocando un eccessivo compattamento e impoverimento dello stesso.

Nel corso di due giornate di chiusura del monumento (mercoledì 1 e giovedì 2 dicembre), sotto la direzione dell’arboricoltore Fabrizio Cinelli dell’Università di Pisa e della curatrice dell’Orto Botanico Alessandra Sani, i giardinieri del giardino scientifico lucchese hanno provveduto a effettuare delle piccole perforazioni per il drenaggio e l’areazione del terreno delle vasche. Le cavità sono state riempite di materiali inerti anti compattamento. Compiuto questo primo intervento si è passati a riportare nuovo terreno fertile per rimpiazzare quello dilavato negli anni dagli eventi atmosferici. Il nuovo substrato costituito da compost di foglie e fertilizzanti organici naturali viene potato a forza di braccia alla sommità del monumento e permetterà ai lecci di nutrirsi e mantenere in condizioni migliori l’apparato radicale e quindi di rigenerare fusti e chiome nelle prossime stagioni vegetative.

“La torre Guinigi e i suoi lecci sono il simbolo più amato e ammirato di Lucca proprio per questo abbiamo chiesto che siano inclusi nella lista degli alberi monumentali della Regione Toscana – afferma l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti – questo intervento ha permesso di controllare la salute delle piante e assicurare che possano continuare a vivere bene nei prossimi anni in questo posto così straordinario”.

 

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