La manifestazione che si è svolta stamani, ha preso corpo dalla contestazione per l’insufficiente numero dei lavoratori e, in seguito ad una trattativa con l’Azienda, non si è nemmeno riusciti a raggiungere un accordo. A fronte di 249 pensionamenti o cessazioni a vario titolo, l’azienda ha rilanciato proponendo l’assunzione di 70 interinali, da ora a fine settembre. Ovviamente il Sindacato Filals ritiene la misura insufficiente e anche i Sindacati che si erano inizialmente schierati a favore della contestazione, alla fine della trattativa con l’Azienda, hanno accettato quanto proposto.

Con ciò, siamo rimasti i soli sulle rivendicazioni. Entrando nel merito della questione, spieghiamo perché il numero di 70 interinali è insufficiente. Intanto perché gli interinali, assunti per periodi così brevi, hanno problemi di inserimento e adeguata formazione. In estate, poi, in un territorio a vocazione turistica, la popolazione aumenta sensibilmente. Questo significa che non solo serviva personale per coprire i pensionamenti, ma era necessario integrare le professionalità che sono venute a mancare, quindi non solo i 249 pensionamenti, ma anche personale in più, sulla zona Versilia, per far fronte alle straordinarie esigenze della stagione estiva.

La protesta di stamattina, però, ha allargato alla legge di riorganizzazione della Sanità Toscana, varata nel dicembre 2015, entrata in vigore il 1° gennaio 2016. Al momento, tale legge non ha portato alcun beneficio, dimostrandosi fallimentare, fin dall’inizio, sotto ogni aspetto e questo è stato spesso sottolineato dal Fials, che ha sempre parlato di legge dettata da mere ragioni di tipo contabile. Le stesse ragioni, stanno permeando, in maniera capillare, tutta il settore pubblico. Il Sindacato Fials, cercando di dar voce alle suddette rivendicazioni, aveva allargato la manifestazione a tutti i soggetti politici così come alle rappresentanze cittadine. Il nostro più sentito ringraziamento va proprio a tutti coloro che hanno aderito, soprattutto ai comitati civici, che sono sempre presenti ogni qualvolta venga richiesta la loro solidarietà e anche all’U.S.I., che ieri ci ha fatto pervenire il proprio sostegno da parte dei rappresentanti nazionali e, stamattina, era presente con una propria delegazione. Presente anche PROGETTO 101, un’organizzazione nata in seno alla Sinistra ma non bene identificabile con la compagine politica parlamentare, in quanto cerca di portare avanti delle istanze che mettono in evidenza il forte contrasto tra il quadro di politica economica nazionale e le istituzioni europee. L’incompatibilità di queste ultime con la Costituzione, emerge chiaramente dal momento che i vincoli finanziari, oggi, pesano sul servizio pubblico, welfare e soprattutto sulla sanità. Pensiamo per un attimo ai diritti scritti dai nostri Costituenti, tra i primi il diritto al lavoro. In questo ambito sono prevalsi, all’interno del quadro macroeconomico di riferimento europeo, tutta una serie di logiche che stravolgono completamente l’equilibrio inizialmente tracciato, mettendo al primo posto la stabilità finanziaria. Si tratta davvero di un grosso problema. Oggi, di fatto, i cordoni della borsa sono in pugno ad organismi che si trovano al di fuori del perimetro nazionale. Questo è il nocciolo della questione. Noi chiediamo spesso risposte ai nostri politici ma, effettivamente, le leve da azionare sono collocate al di fuori dei nostri confini. Ciò induce a pensare che il concetto di autodeterminazione dei popoli, dal momento in cui noi eleggiamo rappresentati politici che hanno la possibilità di agire fortemente vincolata da qualcuno che sta al di sopra, e il principio stesso di democrazia, vengano svuotati del loro più pregnante significato. Riteniamo che l’allontanamento dalla vita politica, avvenuto negli ultimi anni, da parte dei cittadini, sia dovuto anche al fatto che non si comprende più chi sia il principale interlocutore, al quale avanzare poi le proprie richieste. Come se parlassimo sempre con dei referenti.

Per comprendere che non si tratta di un punto di vista, bensì di una realtà, è sufficiente prendere le leggi finanziarie, dove sistematicamente troviamo vincoli ti di tipo nazionale, vincoli di tipo regionale che obbligano anche la regione al pareggio di bilancio, e ciò significa che in caso di sforamenti si va incontro a pesanti sanzioni, ma sarebbe più opportuno definirle vere e proprie “tagliole” della Corte dei Conti o a meccanismi automatici di riequilibrio come accade in alcuni casi, quando si verifica l’innalzamento a livelli massimi di Irap e Irpef, o ancora il blocco totale del turn over, ecc.

Le responsabilità politiche a livello locale, in primis del PD, sono che invece di portare avanti e condurre questa battaglia, per quanto difficile, ha preferito ritirarsi “nascondendo le briciole sotto il tappeto”, e come? Facendo lavorare un po’ la Sanità, poi esternalizzando i servizi. Una deriva inevitabile quella della privatizzazione, anche perché, spesso, i soldi che dovrebbero essere allocati nell’ambito sanitario, ambito per il quale sono stati stanziati, vengono destinati altrove, con tagli strategici che, sul momento, non fanno realizzare bene al cittadino l’entità della privazione, egli se ne renderà conto solo con il passare del tempo. Questa è la denuncia che noi solleviamo nei confronti del PD. Un partito che non è stato capace di parlare chiaro, affermando che l’attuale sistema macroeconomico non è più sostenibile, per quanto sia difficile smontarlo. Questo ha comportato che, spesso, i cittadini, nell’ingaggiare la battaglia, si siano trovati soli, anzi, spesso contrastati proprio dai politici del PD che difendevano lo status quo. Bisogna denunciare, anche se magari non potrà servire a molto.

Si deve prendere atto del fatto che la contrazione delle risorse, dogma del vincolo di pareggio, comporta la conculcazione dei diritti. Il fatto che la politica, ormai, sia fortemente condizionata da queste logiche superiori, di tipo finanziario-contabile, è ben nota a tutti. L’Assessore Saccardi, molto spesso, nelle riunioni interne al PD, in particolare nell’ ultima, che ha avuto luogo qualche mese fa, alla Croce Verde di Viareggio, alla presenza dei rappresentanti sindacali, ha detto a chiare lettere che, ormai, i governi di destra e sinistra, sono sotto la tutela della Ragioneria Generale dello Stato. Queste cose, l’Assessore Saccardi, dovrebbe dirle pubblicamente anziché dare del populista a chi ha il coraggio di parlare.

LUCA DINELLI

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