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L’ultimo ciabattino della Valle

 

Le magie di Luigi Grisafi a Diecimo!

Un’Artigiano, ma con la lettera maiuscola, con la “A” di artista, capace non solo di far rivivere un paio di scarpe da risuolare, ma di renderle meglio di quando erano nuove!

Sì, perché il Mastro Calzolaio cura i dettagli e non ripara solo, ma migliora il prodotto a lui consegnato, magari in condizioni disperate!

 

di Daniele Vanni

 

 

Sarebbe facile fare retorica su un mondo globalizzato che ha travolto tutto e tutti, distruggendo i lavori tradizionali, quelli artigianali, senza parlare di quelli dei campi!

Tutti lavori che fino ad ora, sono stati snobbati dai nostri giovani, che si volevano urbanizzare, accentrarsi nelle capitali, dove discoteche e “divertimenti” non mancano…però, adesso che il reddito di cittadinanza, misura di uno stipendio medio, scende assai sotto i fatidici mille Euro al mese (sempre che restiamo nell’Euro!)… sarebbe giunta l’ora che i giovani capissero che si può trovare facilmente un lavoro imparando da un vero Maestro come Gigi che non solo risuola le scarpe, a regola d’arte, disponendo di una manualità eccezionale e di tutte le macchine più moderne, ma ogni scarpa che passa sotto le sue mani, viene modificata, per intervenire su quei punti dove la fabbrica originaria ha cercato di risparmiare o ha fatto le cose, così-così, come si dice in Toscana.

Tanta la cura e la preparazione in anni di continuo miglioramento nell’arte del cuoio (oltre che nel settore sportivo agonistico, ha a lungo operato come creatore di cinture di alto pregio distribuite ancor oggi in gran parte dell’Italia) che Grisafi è arrivato a creare su misura, scarpe ortopediche o speciali per chi ha problemi di deambulazione e di postura che inizia proprio laggiù dove abbiamo le nostre fondamenta.

Però, di trovare garzoni o apprendisti…:”Sì, a parte che con le tasse e gli oneri e la burocrazia italiana, è quasi impossibile insegnare il mestiere ai giovani, – ci risponde Luigi Grisafi, – ma questi o non hanno più pazienza o al primo incontro non fanno domande sui prodotti, ma se sabato e domenica si fa festa e quanto si guadagna l’ora!”.

 

 

Insomma, la sua esperienza ci conferma che sono ormai tramontati per sempre, e da decenni!, quei negozi di ciabattini, che diventavano oltre che luoghi di lavoro sicuro redditizio, da tramandare, anche scuole di vita, centri di di discussioni infinite e non solo su donne e calcio, politiche, filosofiche dove si apprendeva più maturità che non nelle scuole di oggi dove si prendono a colpi di casco i professori e quando va bene il maestro spiega e gli scolari scorrono Fb o twittano “per i cazzi loro” come ormai sentiamo dire anche all’asilo nido!

 

Sul banco, visto che oggi siamo venuti ad intervistarlo, Luigi Grisafi, che fotografiamo al lavoro, quasi di nascosto, senza pose fatte, (come le attrici su “Di più” o altri giornali di elité che trattano di Albano piuttosto che delle crisi della Deusanio e spesso cucinano, ma i fornelli sono spenti perché non si vede la fiamma e forse è per questo, per i servizi “giornalistici” tarocchi, quasi tutti a pagamento, che nelle case dei vip sono passati tutti all’induzione!) ha messo il meglio della sua produzione: “Si mi hanno soprannominato “l’ultimo vero ciabattino della Valle”, ma io gioco sul nome perché alcune scarpe con mie modifiche “respirano” perlomeno al pari di quelle dei Della Valle, che il lavoro vero dei ciabattini non hanno fatto mai! Neppure le scarpette per la Fiorentina!”.

 

 

Nel suo negozio, forse non a caso dal gusto antico, che rivaleggia con tutte le costruzioni moderne che, anche qui a Diecimo, come a Firenze,  saranno anche comode, ma in fatto di bruttezza non hanno eguali in tutta l’architettura mondiale, è il tripudio del cuoio o l’odore dei lucidi, delle colle naturali, perché Gigi non solo cura il design, ma anche l’ecologia, perché la scarpa è a contatto per ore ed ore giorni, mesi con la pelle del piede e non ci chiediamo dei collanti usati da certe scarpe…”orientali”:

“Si, esiste l’ecologia, anche nel costruire o riparare un paio di scarpe. E’ un modo di vita, che deve partire dal dentro, come la passione, che mi ha sempre animato, nello sport – (Grisafi ha un interessato passato come giocatore di calcio e di volo a vela, n.d.A.) – e spero solo che i giovani raccolgano questa “ecologia” interna e riscoprano la passione per l’emozione che dà un lavoro fatto con le mani e con…l’anima!”.

 

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